15 febbraio 2008 —
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Attualità
ROMA. La scelta del Pd di correre in collegamento con lItalia dei Valori, non passa senza strascichi a sinistra. Cè il risentimento dei socialisti, ci sono le puntualizzazioni dellIdv (che al momento non ha in programma di sciogliersi), cè il pressing dei radicali, un po più forti per la deroga dei democratici allimperativo dellandiamo da soli. Una deroga che il candidato premier della Cosa Rossa, Fausto Bertinotti non manca di rimarcare.
«Mi pare - attacca il presidente della Camera - sia una decisione che rende meno limpida la scelta del Pd di correre da solo». Parole che vengono immediatamente raccolte dal socialista Gavino Angius: «Bertinotti constata lincoerenza del Pd sulle alleanze».
In effetti, nonostante linvito a Boselli e ai suoi da parte di Giuliano Amato ad «avere più coraggio» e unirsi con i democratici, la frattura tra socialisti e Pd sempbra irrimediabile. Ed è resa evidente dalle scintille tra Massimo DAlema ed Enrico Boselli. «Che proprio con noi - attacca il ministro degli Esteri - Boselli senta un bisogno insopprimibile del simbolo socialista io lo trovo un atteggiamento chiuso, mi permetterei di dire, con una vecchia parola della sinistra, settario». Immediata e piccatissima la replica socialista. «Non accetto lezioni di coerenza da DAlema», ribatte Boselli.
Intanto, i radicali mettono in campo tutto il loro armamentario organizzativo per fare pressing sul Pd per unalleanza che porti a un «blocco riformatore». Ieri Marco Pannella, dai microfoni di Radio Radicale, ha lanciato un appello (che compare oggi sul Riformista) perchè «personalità democratiche» scendano in campo in liste radicali per convincere Veltroni a rivedere il suo no.
Una sottoscrizione alla quale hanno già aderito, tra gli altri, il giornalista Gad Lerner e il fotografo Oliviero Toscani, il costituzionalista Gianfranco Pasquino e gli attori Alessandro Haber e Giuliana De Sio.