31 gennaio 2008 —
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Cronaca
PAVIA. Il personale della Chirurgia Generale del San Matteo è calcolato per coprire i turni su tre sale operatorie. Ma da tempo se ne usano quattro a tempo pieno. E la coperta è diventata troppo corta. «La reperibilità dovrebbe essere una tantum invece si è trasformata in routine, un ritmo massacrante» hanno spiegato i lavoratori nel corso di unassemblea che si è svolta al policlinico.
La corda è tesa, tanto che infermieri e operatori sanitari della Chirurgia si sono rivolti alla rappresentanze sindacali per manifestare il loro disagio e chiedere loro di intervenire presso la direzione sanitaria e il Sitra, lufficio che coordina le attività infermieristiche.
Dieci i punti fissati dal coordinatore dellrsu del San Matteo, Roberto Prazzoli, relativi allorganizzazione del personale e alla sicurezza. E sono già sul tavolo della direzione dellospedale.
«Il nostro organico era stato costruito per far funzionare tre sale operatorie nelle quali confluiscono le chirurgie epato-pancreatica, gastromammaria, toracica e urologica - raccontano i lavoratori - Ma a un certo punto si è deciso di aprire una quarta stanza, più piccola, con lidea di farla funzionare solo con personale chiamato in servizio con incentivo, diciamo fuori dal turno ufficiale. Invece la quarta sala è ormai entrata a regime. E noi siamo rimasti sempre gli stessi».
Ogni èquipe di sala operatoria è composta in genere da 2 infermieri professionali e un operatore di supporto: hanno il compito di preparare il paziente, preparare la sala, seguire le fasi dellintervento, medicare successivamente il paziente e portarlo al suo letto, in reparto. Compiti che richiedono ritmi sostenuti, dice il personale.
I turni sono pesanti. Facciamo un esempio: un infermiere della sala operatoria comincia a lavorare alle 7.30 e termina alle 15. Da quando smonta fino alle 7.30 del giorno successivo è reperibile. Vuol dire che potrebbe essere richiamato se arriva unurgenza, ma potrebbe anche aspettare la chiamata stando a casa. «Invece si resta di norma a lavorare senza staccare - spiegano - Sono rare le giornate in cui non si verificano urgenze».
I sindacati chiedono quindi il rispetto degli orari della sala operatoria, «una maggiore attenzione alla tempistica della lista operatoria giornaliera per evitare inutili prosecuzioni degli interventi oltre il normale orario di lavoro».
Ma fanno appello anche al rispetto delle norme che limitano la reperibilità a un massimo di 12 ore consecutive.
«E la stessa legge 616, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che stabilisce un certo numero di ore tra un turno e un altro. Ore che qui si riducono - spiegano i lavoratori - E che invece in altre chirurgie del policlinico vengono rispettate: le sale operatorie di Ortopedia e Cardiochirurgia, ad esempio, che hanno una mole di lavoro consistente quasi quanto la nostra».
E fanno una proposta, attraverso i sindacati: attualmente gli infermieri in servizio in Chirurgia generale sono 6 al mattino (due per sala se le sale aperte fossero solo tre) e 6 al pomeriggio. «Proponiamo di garantirne almeno 8 al mattino e 6 nel pomeriggio - si chiede nel documento sottoposto allrsu - e 2 reperibili dalle 21 alle 7.30 del mattino seguente».