22 gennaio 2008 —
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Attualità
ROMA. Israele ha allentato il blocco della striscia di Gaza (nella foto le proteste) dopo le proteste internazionali. Il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha autorizzato da oggi la ripresa di alcune forniture di combustibile e medicinali al territorio palestinese. La decisione è stata presa in seguito a un riesame della situazione umanitaria legata al blocco imposto giovedì scorso, ha riferito la radio israeliana.
LUe potrà riprendere le forniture di combustibile industriale alla prima centrale di Gaza che domenica era stata costretta a fermare due turbine, lasciando gran parte della città al buio. Inoltre sarà consentita la fornitura di nafta per generatori e di gas per cucina mentre restano in vigore le restrizioni sulla benzina e la nafta per auto.
La decisione è stata presa dopo che le agenzie umanitarie avevano avvertito che entro pochi giorni gli ospedali di Gaza rischiavano di restare senza medicine e combustibile per i generatori. «Speriamo che Hamas abbia ricevuto il messaggio», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Arye Mekel, alludendo agli attacchi con i razzi Qassam verso il sud di Israele. La Ue aveva condannato il blocco e aveva chiesto a Israele di mettere fine allemergenza umanitaria. «Sono contro questa forma di punizione collettiva», ha affermato il commissario per le Relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, «sollecito le autorità israeliane a riprendere le forniture di combustibile e ad aprire i valichi per il passaggio dei carichi umanitarie e commerciali». Da Rabat il ministro egli Esteri, Massimo DAlema ha rivolto a palestinesi e israeliani «un appello politico a fermarsi». «Naturalmente nessuno può giustificare il lancio di missili da Gaza» ma «la punizione collettiva della popolazione attraverso il taglio di servizi essenziali, attraverso misure che mettono in discussione persino il funzionamento degli ospedali è una reazione che non può essere compresa da parte dellopinione pubblica internazionale».