18 dicembre 2007 —
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Sport
PAVIA. Persino perdersi ha un senso se ti ritrovi. Nella Riso Scotti che batte Urbino al tie break cè il travaglio di una squadra che si sta lasciando alle spalle un passato pieno di incertezze per un futuro senza ombre. Le marchigiane sono una squadra che gioca di rimessa, lavversaria peggiore se hai bisogno di continue conferme. E infatti la Riso Scotti parte male, si riprende nel secondo e terzo set, si smarrisce di nuovo nel quarto e sprinta nel quinto. «Con Chitigoy e la ritrovata Terranova siamo più forti di un anno fa», dice il general manager Gigi Poma. Allora la Riso Scotti centrò i play off, essere più forti significa salire in A1. Ora Pavia è a metà classifica e pesano i punti persi allinizio. «Eppure - sostiene Poma - se continuiamo così arriviamo ai play off di sicuro. E se Volta Mantovana rallenta possiamo vincere il campionato».
Pavia ha colto contro Urbino la quarta vittoria in altrettante partite, numeri da play off se solo avesse raccolto più di 7 punti nelle prime sette giornate. Quello però era ieri. «Possiamo ancora crescere perché Terranova è al 70% mentre Chitigoy ha giocato finora solo quattro partite - sostiene Poma - . E poi dobbiamo cambiare mentalità perché a volte qualche giocatrice si lascia andare». Ma la Riso Scotti è un mix di esperienza e gioventù, difficile essere costanti. «Le più esperte siamo io e Caroli, cioè la palleggiatrice e il centrale, che di solito non sono i ruoli che segnano i punti - spiega il capitano Rossana Spinato - . Sta a noi prevedere cosa può succedere in campo e aiutare le schiacciatrici a superare i passaggi a vuoto. Prendete la Horvath: è molto brava, ma ha solo 19 anni. La guardi in faccia e capisci subito se ha bisogno di essere incoraggiata. Lesempio per le più giovani deve essere Nadia Terranova che schiaccia anche se è alta 1 e 75 perché riesce a prevedere quel che sta per succedere e in difesa fa sempre la sua parte». La Riso Scotti che hanno in mente Poma e Spinato avrebbe chiuso il conto con Urbino prima del tie break. «Sul 2-1 non abbiamo avuto pazienza - dice il capitano - Loro hanno ricominciato a difendere bene e noi abbiamo forzato facendoci innervosire dagli errori». Anche così però la Riso Scotti è cresciuta rispetto a un mese fa. «Dopo le tante sconfitte ci siamo guardate in faccia - continua Spinato - e abbiamo capito che dovevamo allenarci di più, meglio e con umiltà. Credo che dora in poi non perderemo più le partite contro chi è meno forte di noi».
Anche il pubblico può ancora crescere. Domenica gli spettatori erano quasi 600, in buona parte famiglie con figli. Il clima è rilassante, forse anche troppo per le giocatrici. «Ci sono palazzetti più silenziosi di questo - dice coach Gianfranco Milano -, parquet dove sembra di essere su un campo di tennis». Durante la presentazione i tifosi applaudono persino gli arbitri, un gesto che ti fa pensare di essere finito su un altro pianeta. «Ci vorrà tempo per arrivare ai numeri del basket e bisognerà promuovere la pallavolo nelle scuole - continua lallenatore - ma non è impossibile far crescere la passione». Già sabato prossimo, in casa della capolista, potrebbe arrivare il primo segnale che le cose stanno cambiando. Per la prima volta infatti Pavia sta organizzando un pullman di tifosi per la trasferta. «Lanno scorso, con una media di mille presenze, siamo stati la quarta piazza della A2 come numero di spettatori, con picchi nella stagione regolare di 1.300 - spiega Poma - . Ora dobbiamo riconquistare i tifosi poco per volta, ma già con Urbino ne ho visti più delle scorse partite». Le tante partite infrasettimanali non aiutano. «Il nostro è un pubblico di genitori con figli, giocare al mercoledì significa rinunciare a un centinaio di famiglie. Vedremo se a Santo Stefano riusciremo a portare qualche tifoso in più». Continuando a vincere non è impossibile.
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Claudio Malvicini