29 settembre 2007 —
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sezione: Cronaca
TORTONA. Nel tortonese vive una popolazione anziana in rapporto alla popolazione è tra i più alti di tutta la provincia di Alessandria. Per questo motivo il nuovo Distretto sanitario Tortonese si occuperà soprattutto di trovare delle risposte ai loro bisogni, cercando di ottimizzare e coordinare il rapporto fra la sanità tortonese e tutti gli enti che si occupano di assistenza, primo fra tutti il Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale (Cisa).
Sono questi i principali obiettivi e le preoccupazioni del direttore del nuovo Distretto Sanitario di Tortona,
Rino Feltri, che sono stati illustrati ieri mattina durante il convegno «Distretto Sanitario e Governo della Salute» che si è svolto alla sala della Crt. Era la prima occasione pubblica in cui veniva presentata la nuova organizzazione della sanità tortonese durante il quale sono state illustrate le funzioni e le enormi potenzialità del Distretto Sanitario. Che costituirà uno dei punti di riferimento per la salute e il benessere dei cittadini.
Feltri ha evidenziato alcuni dati importanti come il fatto che un tortonese su 4 ha più di 65 anni e che il distretto di Tortona, rispetto alla provincia di Alessandria ha un indice di senilità superiore e un indice di vecchiaia che è pari al 249,70 contro 240,05 della provincia, 181 della regione e 139 della media italiana; mentre la media dellUnione Europa è del 104,38. «Ventanni fa - ha detto Feltri - gli ultra 65 enni che vivevano nella nostra zona erano il 21,71% oggi sono diventati il 26,69% con un aumento di oltre il 22% negli ultimi 20 anni. Cè un progressivo aumento della dipendenza senile. Il Distretto sanitario non va inteso solo come luogo fisico ma come momento organizzativo in cui diversi attori coprogettano azioni finalizzate al miglioramento della salute. Lintegrazione e al collaborazione tra diversi soggetti come la sanità e i vari consorzi pubblici ed i privati aggiunge valore allassistenza perché consente di migliorare lefficacia e di sviluppare la continuità ponendo al centro del sistema sanitario, la qualità della vita del cittadino».
In conclusione, i tortonesi hanno una vita più lunga di altri, ma proprio per questo hanno maggiori bisogni e necessitano di maggiore assistenza. Per questo motivo è necessario ottimizzare i servizi senza creare doppioni strutturali ed anzi operare ottimizzando le numerose proposte di assistenza che arrivano dalla sanità, dal Comune, dalle associazioni di volontariato, da quelle religiose e da molti altri soggetti che operano sul territorio tortonese.
Angelo Bottiroli