Quell'aprile di 87 anni fa e i ragazzi del campo fiera

Il Vigevano Calcio nasce ufficialmente nell'aprile del 1921 da un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi sotto il nome di 'Giovani calciatori Vigevanesi", che aveva lo scopo non soltanto di praticare il calcio, ma anche gli altri sport. Le maglie erano già biancocelesti e il campo era in zona fiera, dove oggi si tiene il mercato. La squadra vigevanese gode in questo periodo di una congiuntura favorevole dell'economia cittadina e riesce a trovare fondi e sponsor per alimentare la propria attività. Nel 1931 il Vigevano raggiunge la meta più ambita, cioè quella della serie B, nel campionato a girone unico. Il presidente della società è l'avvocato Eriberto Borutti, attento osservatore e intenditore di calcio, che porta a Vigevano allenatori come l'ungherese Arpad Hajos e l'austriaco Rudi Soutsschek. In quegli anni comincia a giocare con la maglia dei 'Giovani calciatori Vigevanesi" Piero Buscaglia, giocatore che militerà in Nazionale. Nel 1937, intanto, la squadra cambia presidente: l'avvocato Robutti lascia per Mario Dafarra e la squadra prende il nome di 'Associazione Vigevano Calcio". Nel dopoguerra la squadra biancoceleste ricomincia le proprie attività sotto la presidenza di Aldo Gilardi, che porta a Vigevano campioni come Riccardo Carapellese e Eusebio Castigliano. Dopo la gestione Gilardi il nuovo presidente è Luigi Colombo, che guida la società dal 1946 al 1948. Il Vigevano vive un periodo di difficoltà, durante i quali la gestione è affidata a Luigi Masseroni, che porta la squadra fino in serie B, per poi precipitare in quarta divisione, la categoria più bassa nel mondo del calcio. Da questa esperienza il Vigevano, però, come un'araba fenice riesce a rinascere. Cinque industriali vigevanesi rilevano le quote del Vigevano Calcio e tra questi spicca Santino Betelli, che riesce a riportare la squadra in B. La gloria dura un solo anno e il Vigevano è costretto dalle difficoltà finanziarie a retrocedere in C. Bettelli resiste alla guida della squadra fino al 1963-64, quando il Vigevano sprofonda in Prima categoria. Dopo aver speso tutto per la squadra lascia l'incarico. Il Vigevano ritorna in serie D, per meriti sportivi, nel 1967 in seguito all'ampliamento della categoria, ma solo negli anni Settanta tornano l'entusiasmo e i risultati del passato, grazie al presidente Giuseppe Bellotti, che conduce la squadra in serie C. Anche questa volta però ritornano i problemi economici, nonostante i quali Bellotti tiene duro fino al 1976, quando Franco Quartaroli, orafo novarese, rileva la società. La sua gestione dura poco e ritorna Bellotti. La crisi societaria non si risolve e il Vigevano viene radiato. Gli anni Ottanta iniziano con il Vigevano che riparte da zero, guidato dal presidente Cesare Codecà, che riporta la squadra in pochi anni in D, dove rimane a lungo. Gli anni Novanta si aprono con una cordata di imprenditori milanesi, che passano la mano poi alla presidenza Martinoli, che prende la squadra in promozione e la conduce fino in serie D.