L'ex assessore Ce' ha lasciato la Lega

MILANO. Il consigliere regionale Alessandro Ce', ex assessore alla Sanità della Lombardia, dimessosi sabato scorso, entrerà a far parte del gruppo misto in consiglio regionale lombardo. Con una lettera inviata ieri al Presidente del Consiglio regionale Ettore Albertoni ha comunicato la decisione di lasciare il Gruppo consiliare della Lega Lombarda-Lega Nord Padania.
Ce', bresciano, ex capogruppo della Lega Nord alla Camera, aderirà al gruppo Misto con la denominazione «Cristiani e federalisti».
Preoccupazione per «la scarsa trasparenza» della vicenda Ce' è stata espressa dai gruppi consiliari di opposizione in consiglio regionale che hanno chiesto al presidente Roberto Formigoni di riferire nella seduta di oggi. «Le ragioni di tale sostituzione non possono essere circoscritte in un dibattimento interno alla maggioranza - afferma l'Unione - al contrario richiedono urgentemente un chiarimento in consiglio regionale». Secondo il capogruppo di Italia dei Valori, Stefano Zamponi, Ce' «non è riuscito nell'eroica impresa di rompere un sistema di potere cosi consolidato. Ce' ha cercato di mettere un po' d'ordine all'interno della sanità lombarda - ha aggiunto Zamboni - ma si e' scontrato con i 'poteri forti' che la controllano».
«Abbiamo presentato un'interpellanza urgente - spiega il consigliere diessino Carlo Porcari - Si è consumata una resa dei conti interna alla Lega che ha liquidato con toni sprezzanti quello che fino a ieri è stato il suo assessore di punta. Ma Ce' è uno che aveva il suo punto di vista, non sempre condivisibile ma rispettabile. Forse per questo era considerato un assessore scomodo». L'oggetto dello scontro - la privatizzazione del 118 - per Porcari «ha aspetti ancora da chiarire. In commissione per due volte è mancato il numero legale e non si è riusciti a discutere. Il problema non è tanto la veste societaria, che non può che rimanere sotto il controllo pubblico e fuori da una logica mercantile e di profitto, ma come verrà organizzato un settore delicatissimo, che non ammette sperimentazioni. In Lombardia la Sanità funziona ma ha certamente ancora delle pecche, basti pensare all'organizzazione del personale in prestito al 118. Servono protocolli d'intesa per un'integrazione efficace con i pronto soccorso degli ospedali».
«C'è una compattezza assoluta nella maggioranza nel portare avanti il programma già fissato davanti ai cittadini nelle elezioni del 2005», ha affermato Formigoni. «Cosi come lo abbiamo portato avanti con Ce' - ha spiegato Formigoni - ho parlato con la maggioranza e ho deciso di dare incarico ad un'altra persona per portare avanti lo stesso programma». «Sono dodici anni - ha spiegato Formigoni - che un'opposizione pasticciona ci accusa di voler svendere la sanità ai privati. Se lo avessimo voluto fare in dodici anni l'avremmo venduta e rivenduta decine di volte. In realtà la sanità lombarda in questi dodici anni è diventata la migliore d'Italia».