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Nasce il distretto sanitario

 TORTONA. L’Azienda Sanitaria Tortonese conglobata in un’unica Asl provinciale e l’ospedale «Santi Antonio e Margherita» di Tortona che diventa sede di Distretto sanitario: si tratta del primo organismo di questo tipo ad essere sperimentato in Piemonte, forse dal mese prossimo. L’ospedale tortonese inoltre verrà messo «in rete» con gli altri nosocomi della provincia.
 Verranno ottimizzati così i servizi, riducendo i tempi di attesa per visite ed esami.
 Sarà questo lo scenario della sanità a Tortona ed in provincia di Alessandria, fra qualche mese, quando verrà approvato il nuovo piano Sanitario regionale.
 A spiegare i cambiamenti previsti dal nuovo Piano regionale è stato Gianpaolo Zanetta, commissario straordinario dell’Asl 20. Zanetta ha illustrato il progetto in un incontro pubblico, organizzato da Ds, Margherita e Socialisti, che si è svolto presso la sala Convegni dell’ex caserma Passalacqua alla presenza di molti sindaci ed amministratori dei comuni del tortonese, medici ed operatori sanitari. In sala anche molti semplici cittadini, che volevano conoscere in anteprima, cosa succederà fra qualche mese, quando, dopo aver superato l’esame in commissione regionale, il piano sarà portato all’approvazione del consiglio regionale. «Passaggi obbligati - ha detto il consigliere regionale Rocco Muliere - ma che non dovrebbero modificare la sostanza del Piano, già oggetto di approfondite discussioni». Muliebre, che fa parte della commissione incaricata di esaminarlo, ha assicurato che entro i primi giorni di marzo potrebbe essere già portato in consiglio. Una volta approvato, il Piano diventerà subito operativo, con notevoli cambiamenti per la realtà sanitaria tortonese e provinciale.
 «Ci sarà un’unica Asl per tutto il territorio provinciale che coordinerà 6 ospedali - ha detto Zanetta - e Tortona diventerà sede di Distretto sanitario. Anzi, credo che proprio nell’area tortonese, a breve, partirà la sperimentazione del nuovo sistema dei distretti, anticipando i contenuti del Piano stesso».
 I distretti sanitari dovrebbero essere il gradino inferiore dell’Azienda sanitaria e costituirebbero una sorta di membri di un Cda con persone nominate ad hoc ed i sindaci che avranno un ruolo molto più importante dell’attuale.
 «Un’altra peculiarità del Piano sanitario - ha aggiunto Zanetta - riguarderà una maggiore sinergia tra sanità e comuni nei servizi di assistenza: bisognerà ottimizzare quelli dei consorzi dei comuni con quelli della sanità per non creare doppioni». Uno degli aspetti più importanti del nuovo Piano sanitario sarà la «messa in rete» di tutti gli ospedali della provincia che saranno collegati tra di loro, non solo per quanto riguarda l’aspetto telematico, ma anche funzionale.