PAVIA. Ecco lintervista di fine anno al presidente dellUnione degli Industriali della Provincia di Pavia, ingegner Piero Bellani.
Presidente Bellani, il 2006 è stato un anno caratterizzato da una molteplicità di eventi economici e politici. Come ha reagito il tessuto produttivo pavese?
«La ripresa internazionale ha ovviamente avuto positivi effetti anche sulla struttura produttiva della nostra provincia. Dai dati in nostro possesso emerge un quadro sostanzialmente positivo, caratterizzato da un buon andamento produttivo, almeno nel primo semestre dellanno. I dati di utilizzo della cassa integrazione sono molto significativi in questo senso: nel secondo semestre del 2006, escluso dicembre ovviamente, le ore di integrazione richieste dalle imprese locali, sono state 415.000, contro le 1.240.108 dello stesso periodo dellanno scorso. Anche landamento occupazionale registra un trend in crescita, secondo i dati forniti dal Centro per lImpiego, con saldi positivi tra assunzioni e cessazioni di personale. La ripresa autunnale sembra più incerta, con un clima non del tutto sereno, quando invece servirebbe una spinta decisa per avvicinarsi alle performances dei Paesi europei più dinamici e competitivi».
Si riferisce alle misure contenute nella Finanziaria 2007? «Il nostro atteggiamento critico nei confronti di questa Finanziaria non è certamente una novità. Occorreva infatti sostenere lo sviluppo, dare benzina alla crescita, fare sentire alle imprese il sostegno del Paese. Serviva una politica economica che coniugasse il riequilibrio dei conti con una prospettiva strategica di riduzione del cuneo fiscale e con forti investimenti sulle infrastrutture e sul futuro. La riduzione del cuneo cè ed è certamente importante ma manca un disegno per il recupero della competività. Mancano soprattutto le risorse indispensabili per le infrastrutture della Lombardia, del motore produttivo del paese che ancora una volta non riceve sufficiente attenzione. Vi sono invece molte misure che costituiscono nuovi ostacoli per le attività imprenditoriali. Il disegno di legge delega ambientale sopra tutto, un vero e proprio atto di ostilità nei confronti dellimpresa, come è stato definito dalla vicepresidente di Confindustria, Marcegaglia. Ma anche la vicenda del Tfr è una brutta storia, che lascia rabbia ed amarezza. Il governo ha deciso unilateralmente che dal prelievo forzoso del Tfr dovessero entrare nel bilancio dello Stato per il 2007 ben 6 miliardi, circa un terzo della parte della manovra destinata allo sviluppo. Questa decisione non è stata oggetto di negoziato ma è stata una vera e propria imposizione».
Cosa pensa della recente polemica sulle previsioni di crescita del Pil nel 2007, tra il Centro Studi di Confindustria ed il ministro delleconomia, Padoa Schioppa?
«Penso che le polemiche su una oscillazione previsionale dello 0,2/0,3 % siano abbastanza incomprensibili. Il Pil è un dato molto complesso al quale concorrono molte variabili. Del resto la stima di Confindustria è in linea con le previsioni di altri Centri studi a livello internazionale. Peraltro, se vogliamo riferirci ai presunti effetti sul trend di crescita del Pil da parte della Finanziaria, è stato lo stesso Governo prima nel Dpef, poi nella Relazione previsionale e programmatica, a parlare di possibili effetti recessivi della manovra su consumi e investimenti».
Tornando a temi più locali il recente tavolo territoriale pavese, focalizzato sulle infrastrutture, ha dato indicazioni per voi utili?
«Penso che questa occasione di verifica con le Istituzioni sui temi economici, sia in genere molto interessante per fare il punto sulle tematiche di maggiore interesse locale. Il Tavolo di questanno poi è stata una importante occasione per affrontare il tema delle infrastrutture, al quale la nostra categoria è particolarmente interessata. Infatti in ogni momento di confronto con le istituzioni la nostra organizzazione ha dedicato ampio spazio alle proposte relative alle infrastrutture, soprattutto di tipo viabilistico, nella profonda e sempre più radicata convinzione del loro ruolo strategico nellambito dello sviluppo territoriale Il riscontro costante ad ogni livello, regionale, nazionale, internazionale, con altre aree, conferma come al di la di ogni incentivo o servizio innovativo, la presenza di collegamenti efficienti sia lelemento determinante per la scelta insediativa di imprese. Le aree a prezzi competitivi, la presenza di infrastrutture fanno ormai parte della dotazione minima per rendere un territorio competitivo con i sistemi territoriali più avanzati. Lelemento differenziante diventa la rapidità di collegamento tramite la rete viabilistica. Lavere in questo incontro posto al centro dellattenzione e del dibattito limportanza delle infrastrutture per il rilancio economico del territorio provinciale è segno di una forte sensibilità e di una corretta percezione delle priorità essenziali che le Istituzioni pubbliche hanno dimostrato di comprendere».
Presidente, quali sono le opere infrastrutturali che secondo la vostra organizzazione possono dare impulso alla nostra provincia e sulle quali occorre concentrare le risorse disponibili?
«Per quanto riguarda le infrastrutture di collegamento, direi senza dubbio il raddoppio della tratta ferroviaria Milano-Mortara e la riqualificazione viaria di Mortara-Malpensa e tangenziale ovest. Anche il progetto autostradale Broni-Pavia-Mortara, va considerato un intervento prioritario per leconomia locale. Il nuovo percorso autostradale infatti decongestionerebbe i collegamenti da e per il Capoluogo provinciale, risolvendo i problemi ambientali provocati dagli incolonnamenti quotidiani sulle arterie stradali attuali. Sembra superfluo citare a questo proposito i disagi e i disservizi provocati dal pur parziale blocco ai mezzi pesanti, della statale 35 da San Martino a Bressana Bottarone. Evidentemente la rapida realizzazione di un percorso alternativo e veloce in tale tratta decongestionerebbe la zona e renderebbe vivibili i centri abitati ora attraversati da perenni colonne di auto. In questo contesto assume valore essenziale linserimento della variante dei Tre Re allinterno del quadro economico più generale autostradale. Questo tanto più per le ragioni di decongestionamento già sopra indicate ma soprattutto in funzione dellinsediamento logistico, non importa a quale dimensione, che si prospetta a Bressana, e non sarà irrilevante in questo contesto la tempistica. Comunque il nuovo tracciato autostradale è indispensabile per rendere operativi alcuni poli di sviluppo già individuati a livello provinciale. Ad esempio quello programmato dalla Società Interporto di Voghera che dovrebbe trovare prossima realizzazione nellambito dellOltrepo. Voglio ricordare che in alcune province limitrofe (Alessandria e Novara) si stanno realizzando poli logistici che opereranno in simbiosi ed a supporto del porto di Genova, creando un ponte con i traffici dellEuropa. Lattuazione di tali ambiti insediativi in competizione con il nostro territorio, conferma infatti la essenzialità di opere viabilistiche rilevanti, con accessi collocati in prossimità di aree industriali. E questo uno dei più forti elementi di attrazione delle imprese.
Lattuazione della tangenziale ovest e del Polo Logistico integrato di Mortara vanno annoverate tra le opere fortemente positive. Il Polo Logistico rientra nel progetto della Regione Lombardia di dotare la metropoli di più centri intermodali, al fine di creare una rete più funzionale rispetto ad un unico centro di scambio. Riteniamo peraltro che il Polo Logistico Integrato di Mortara possa divenire un centro di attrazione, di aggregazione e di sviluppo per operatori specializzati ed aziende, solo con la realizzazione degli interventi infrastrutturali di collegamento».
Presidente una previsione per il 2007?
«Se mi permette, una previsione e un auspicio. Per quanto la prima penso a una ulteriore fase di crescita, anche se limitata, dovuta prevalentemente a un recupero della domanda internazionale. Per lauspicio, che si metta mano a misure utili e concrete per aumentare la competitività delle imprese. Confindustria ne ha indicate alcune, da condividersi nel prossimo confronto con le parti sociali e il governo: liberalizzazione del mercato dei servizi e dei prodotti, rilancio delle infrastrutture, crescita dimensionale delle imprese, flessibilità del mercato del lavoro e aumento della produttività. Voglio ricordare infine due iniziative della nostra Unione che avranno riflessi positivi per le nostre aziende nel 2007: la fusione del Confidi locale con un Confidi lombardo che garantirà alle aziende maggior disponibilità in termini di accesso al credito: le convenzioni con Università di Pavia e poli sanitari: Fondazione Policlinico San Matteo, Fondazione Mondino, Fondazione Maugeri, San Donato, Azienda Servizi alla persona e Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia che, ponendo a confronto la realtà industriale con i settori di ricerca e sanità, consentiranno un percorso sinergico ai fini della individuazione di prodotti innovativi di interesse reciproco a valenza allargata. E unesperienza nuova, mai tentata a livello locale né, a livello nazionale che sta già riscuotendo linteresse delle Istituzioni pubbliche».