«Arrestate l'infermiere killer»

CHIAVARI (GENOVA).Convalida del fermo e misura cautelare in carcere: sono stati chiesti dal pm Margherita Ravera e dal procuratore capo Luigi Carli al gip Mauro Amisano per Mauro Balletto, l'infermiere di 41 anni, genovese, abitante a Cerisola, nell'entroterra di Zoagli. L'uomo è accusato di aver ucciso probabilmente con un colpo di bisturi Monica Di Mari e ferito Christian Arru, entrambi sorveglianti all'ipermercato di Carasco. Le ipotesi di reato avanzate dalla procura nei confronti di Balletto sono omicidio volontario aggravato, tentato omicidio, rapina aggravata e porto di armi improprio. All'uomo infatti sono già stati sequestrati dai carabinieri due bisturi: uno nell'auto, probabilmente quello che ha ucciso la sorvegliante, e uno nella sua abitazione di Zoagli. L'interrogatorio dell'indagato da parte del gip si terrà stamane, alle 10, nel carcere di Chiavari, dove è detenuto. Sempre stamane il medico legale Marco Salvi eseguirà l'autopsia della vittima presso l'Istituto di medicina legale di Genova. La svolta per la cattura dell'infermiere Mauro Balletto, avvenuta dieci ore dopo il delitto - hanno raccontato i carabinieri del Comando di Chiavari - è stato il suo riconoscimento da parte di un ausiliario delle autoambulanze, a cui era stata sottoposta la foto dell'uomo ripresa da una immagine nitida impressa su una telecamera dell'Ipercoop. «Probabilmente - ha detto l'ausiliario ai militari - lavora nell' ospedale di Chiavari». Da questa affermazione sono partite le indagini presso le varie strutture sanitarie, fino ad arrivare alla Rsa dell'Asl 4 di Chiavari, dove l'infermiere lavorava dal marzo scorso. Al momento del fermo, eseguito sul posto di lavoro, dove era in turno notturno, l'infermiere è rimasto tranquillo. Balletto si trovava davanti a un distributore di bevande, mentre stava prendendo un caffè. Li ha seguiti docile chiedendo solamente: «Mi portate via? Allora i miei vecchietti a chi li lascio?». Intanto Christian Arru, 32 anni, la guardia giurata ferita, ha raccontato la sua versione dei fatti, a margine della manifestazione indetta dai vigilanti privati scesi in sciopero per otto ore, davanti alla prefettura. «Sono stato io per primo - ha raccontato - a vedere il taccheggiatore in video mentre stava rubando. Ho detto a Monica di seguirlo sullo schermo. Poi lei è salita per fare da testimone, è una direttiva di servizio. Si era preso una ventina di pezzi, almeno una decina di cd e diversi dvd. Quando il taccheggiatore ha superato le casse lo abbiamo atteso in galleria. Monica ha avuto la sfortuna di essere più vicina, forse era a un metro da lui».