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«Nessun segreto sui conti del Festival»

 PAVIA. Da oggi inizia la fase finale di avvicinamento al Festival dei Saperi, manifestazione che si terrà dal 6 al 10 settembre prossimi e sulla quale, come si può vedere dalle lettere che abbiamo pubblicato in questi giorni, suscita critiche e apprezzamenti. Ma le parole più dure sono state scritte, come spesso capita, su questioni poco culturali e molto concrete: i soldi. Quanto si spenderà? Perché è stata incaricata una società esterna? Quanto, in verità, sarà possibile ottenere dagli sponsor? Ancora una volta l’assessore alla Cultura, Silvana Borutti, ha chiarito i dubbi.
 Assessore Borutti, per un attimo, se possibile, meno filosofia e più contabilità. Quanto costerà questo Festival dei Saperi?
 
«Rispondo, ma mi lasci fare una premessa».
 Prego.
 
«Quanto ho presentato il Festival in consiglio comunale e poi a tutta la città, ero preoccupata che venissero contesti i contenuti. Niente. Il problema centrale pare sia di chi sia la società “Wam&Co.”, che peraltro gestisce la comunicazione del Comune di Pavia dal 16 marzo. Negli atti pubblici dell’istituzione Pavia Città Internazionale dei Saperi c’è scritto: è di Stefano Francesca, che appunto gestisce e gestirà nei prossimi anni la promozione e comunicazione del festival. Ma sia chiaro che la gestione dell’istituzione e di tutti i finanziamenti è attribuita al dirigente del Comune, Susanna Zatti, che è direttrice dell’istituzione e la cui competenza e correttezza devono far riflettere chi ha usato certi termini».
 Ma cosa fa questa società, concretamente?
 
«L’elenco è lungo. Le dico solo, per fare un esempio, che Pavia non ha un filmato ufficiale della città e del Festival dei Saperi da consegnare alle televisioni e da utilizzare per spot pubblicitari. Anche questo sarà un investimento, e per il futuro, che riguarda la promozione della città. E poi, ancora, gestirà il contact center, un numero verde già in funzione (840.0328200)».
 Nessun «giallo», allora.
 
«Non c’è mai stato».
 Parliamo delle cifre di questo festival, dunque.
 
«Il Comune ha messo a bilancio 600mila euro per questa edizione».
 Beh, non si poteva affidare lo stesso lavoro al personale del Comune?
 
«Non ci sono le professionalità necessarie. In ogni caso, risparmiamo parecchio rispetto ad altre città come la nostra che si limitano ad acquistare un pacchetto-festival già pre-confezionato. Noi, invece, vogliamo creareil festival, fare in modo che diventi parte della vita della città».
 Ma questi 600mila euro dove andranno a finire?
 
«In spese per organizzare l’evento: dai 100mila euro per il modulo scientifico, alle spese per gli spettacoli di Crozza e Finocchiaro, 84mila euro per gli allestimenti, per lo studio grafico, per il marchio, 240mila euro per gli spazi pubblicitari...».
 A proposito del marchio c’è stata una polemica.
 
«Chiariamolo subito: il marchiio è del Comune, come sono del Comune le registrazioni dei siti internet. E questo a costo zero. C’è stato un equivoco per un’errata verbalizzazione. Ma bastava chiedere un chiarimento».
 Parliamo delle sponsorizzazioni. Siete stati accusati di vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso...
 
«Al momento, e restiamo prudenti, abbiamo circa 290mila euro di sponsorizzazioni ufficiali e tecniche. Se andranno in porto alcuni contatti che abbiamo preso, potremo superare ampiamente la cifra. Entro la fine della settimana sarà ufficializzato il numero e la consistenza delle sponsorizzazioni».
 Ancora numeri: quante presenze di visitatori decreteranno il successo?
 
«Come si fa a dirlo. Possiamo però sostenere che 40mila presenze saranno un successo per la mostra sul Dadaismo, e che 100mila in città confermeranno la riuscita del festival».
 E chi le conta?
 
«Per evitare chiacchiere, abbiamo incaricato 4 ricercatori che, nei giorni del festival, “armati” di palmare, intervisteranno i turisti e i visitatori. Poi, il numero esatto, sarà una stima, ovviamente».
 Si ha l’impressione che l’organizzazione e la promozione siano in ritardo.
 
«Impressione errata. Certo, non abbiamo ancora avviato la promozione nazionale, che avrà il culmine con la conferenza stampa a Milano, ma non è stato possibile, con le risorse che abbiamo, anticipare l’attività di comunicazione. Ma, come detto, abbiamo già acquistato spazi pubblicitari, su televisioni nazionali e locali, sui giornali nazionali e locali, per 240mila euro. Saranno sufficienti, crediamo».
 Insomma, siete sereni e soddisfatti.
 
«Abbastanza. In particolare perché, forse per la prima volta, siamo riusciti a coinvolgere oltre cinquanta associazioni cittadine in un evento sociale e culturale. Questo, sì, è già un successo». (f. ma.)