Bossi «riabilita» Castellazzi

PAVIA. «Padania, libertà, dai Giulio, grida anche tu con noi». Ore 21 di ieri. Umberto Bossi entra nel teatro Politeama stracolmo di folla e l'urlo esplode. Lo accompagnano la fedelissima Rosy Mauro con Cesare Ercole e, poco più indietro, Giulio Tremonti. Accanto Giancarlo Giorgetti. Una stretta di mano forte e un abbraccio. Tremonti non fa dichiarazioni: «E' la serata di Umberto, non la mia». Appena sceso dall'auto in corso Cavour, le prime parole che pronuncia sono: «Vent'anni fa nno avevo questa gamba che mi impacciava cosi». Nell'ingresso partono le domande.
Bossi, perchè il primo comizio della campagna elettorale proprio a Pavia?
«Perchè Pavia è la mia vita, la mia storia. E' qui che sono partito, ero uno studente, un ragazzo. Conosco ancora un sacco di gente qui. Mi sono rimasti vicini nella malattia. C'è tanta gente che mi ha voluto e mi vuole bene, a Pavia. E tanti sono qui stasera. Li vedo, li sento. Forza Padania, forza libertà. E poi a Pavia c'è stato... Castellazzi‘
Lo ricorda?
«Con affetto e nostalgia, come potrei domenticarlo. Gli ho voluto bene. E' stato di quelli che con me ha costruito la Lega. Col cervello e col cuore. Castellazzi è stato un grande dirigente politico».
Fu accusato, anche da lei, di tradimento. Lo ricorda? Lei lo sa che Antonella Ferrari, la vedova, aspetta ancora un gesto riparatore da lei per quell'accusa di tradimento che il suo Franco e lei consideravano infamante.
«La politica è fatta cosi. Franco Castellazzi sbagliò. Eccome se sbagliò. Era capogruppo in Regione e presidente della neonata Lega Nord. Ma si lasciò traviare dai socialisti, che lo abbindolarono. E lui fu debole e capitolò davanti a Craxi. Non glielo potevo e dovevo perdonare».
Ma le ripeto: fu tradimento?
«Fu politica, fu un errore. No, oggi non direi più che è stato un tradimento».
Incontrerà la vedova?
«Si la incontrerò. Ha sofferto. Franco Castellazzi non c'è più, sarebbe ancora oggi un grande dirigente politico».
Non dice proprio nulla al suo amico Tremonti che è venuto qui ad applaudirla?
«Gli dico. Dai, Giulio che vinciamo. Sarà la vittoria più bella. Giulio ha stracciato Rutelli nel faccia a faccia in tv con quel colpo di teatro della tassazione sui Bot. E noi stracceremo l'Unione».
Ne è cosi sicuro? Ma i sondaggi vi danno perdenti.
«I sondaggi non contano nulla. Berlusconi non deve temerli. Gliel'ho detto sei mesi fa che vinciamo».
Ma non lo criticava per la campagna elettorale sbagliata.
«Ma quali critiche: Berlusconi è sempre il più forte e Giulio con lui. Non ho atteso l'assemblea della Confindustria di Vicenza e la rivolta della piccola industria, quella vera, per convincermene. Sono sei mesi che sono sicuro che la Casa delle Libertà vince le elezioni. La gente io la sento, sulla pelle, lo sapete. E la pelle mi dice che la partita sarà nostra».
Ma Berlusconi è incontinente. Questa cosa dei 'bambini bolliti" in Cina non gli giova.
«Mah, io non credo che abbia detto dei bambini bolliti. Quanto alla Cina, è giusta la nostra posizione, dobbiamo innalzare i dazi e proteggerci».