Lascia al Borromeo i beni di una vita

PAVIA.Un gesto di grande generosità, che ha permesso di ricostruire la facciata del collegio Borromeo. Nella prestigiosa struttura pavese l'Ammiraglio ispettore di squadra navale, Ugo Pizzarelli, classe 1918, e un'intera esistenza spesa al servizio dello Stato, si era laureato in Fisica nel 1940. Mortarese di nascita (la madre era di Novara e il padre di Parma), ma romano di adozione, il militare, ora ottantottenne, ha voluto ripagare in questo modo la struttura che segnò e ospitò il periodo della sua giovinezza. Secondo indiscrezioni la donazione ammonta all'equivalente del suo appartamento romano, arredi compresi. Ma Pizzarelli, schivo ed estremamente modesto, preferisce non parlarne.
«Non amo vantarmi o mettermi in mostra - ha dichiarato Ugo Pizzarelli nell'intervista telefonica -. Dico solo che le motivazioni che stanno alla base di questa scelta sono legate a questioni personali. Nel 2001 sono rimasto vedovo. E' stata questa una delle ragioni che mi hanno spinto a donare i beni all'Istituzione pavese». Con nostalgia, anche se la voce è un po' stanca, parla della sua giovinezza, strettamente legata agli anni a Pavia. Con lucidità ripercorre le tappe del suo impegno in Marina durante la seconda guerra mondiale e della sua passione per il volo e gli aerei. Numerose le medaglie e i riconoscimenti che gli sono stati tributati nel corso degli anni. Dopo la laurea in Fisica a Pavia si era trasferito all'Accademia navale di Livorno, ma venne successivamente spedito in giro per il mondo anche per importanti incarichi. Esperto in telecomunicazioni per la Nato, Pizzarelli ha fatto anche parte nel 1988 della commissione di inchiesta sulla strage di Ustica, dando in questo caso un importante contributo sulle indagini, in particolare per le analisi radaristiche che coordinò egli stesso. E Pavia, che lasciò definitivamente nel 1970 per trasferirsi a Roma, se la ricorda bene. «Avevo molti amici - confida -. Purtroppo dopo il mio trasferimento sono riuscito a rivederla solo in occasione della visita del Papa. Ricordo ancora l'affetto di tante persone. Cosi, quando sono rimasto da solo, ho deciso di fare una donazione a questa città».
Il rettore del collegio Borromeo, Don Ernesto Maggi, lo ricorda come un uomo «molto impegnato. Era spesso all'estero per missioni - racconta -. E' stato anche consigliere di ambasciata. Quando è rimasto da solo, recentemente, si è ricordato di Pavia e del collegio. La sua generosità ci ha permesso di sistemare in buon parte la facciata della struttura. Alla base di questo gesto ci sono scelte personali e riservate, motivate da ragioni profonde». (m. fio.)