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E’ una Riso Scotti operaia

 CREMONA. A un passo dall’abisso, la Riso Scotti si ferma e risorge aggrappandosi alla sua classe operaia, quella che gioca poco o mai e che stavolta si prende tutti i riflettori d’una rimonta incredibile e di un’impresa che non potrà non lasciare il segno. Proponendo una prestazione di rara bruttezza e davvero di totale sconcerto, Pavia era riuscita ad andare sotto per due set a zero nel delicato scontro diretto di Cremona. Per dare un’idea di come la squadra stesse sprofondando, nel secondo set la Riso Scotti era riuscita ad andar sotto 20-9. Qui, coach Rosario Braia ha tentato tutto quanto gli rimaneva da fare: fuori Fokkens in totale crisi di gioco e di identità, dentro Anna Bo, palleggiatrice dai trascorsi da centrale, ma anche fuori Angela Bocca, in campo a denti stretti con una vistosa fasciatura a una coscia, e dentro Nadia Terranova nel ruolo di opposto. Da lì in poi è stata un’altra partita: l’inedito sestetto operaio di Braia risorge, rimonta, conquista il tie-break e vince.
 «Sono allergica ai giornalisti e poi non ho fatto proprio nulla». La protagonista principe della vittoria della Riso Scotti, la seconda palleggiatrice Anna Bo, si schermisce, è quasi riottosa a commentare la pesante vittoria in rimonta scaturita proprio dal suo ingresso in campo nel finale del secondo set: «E’ stata la squadra che ha giocato bene, che si è sbloccata. E’ venuto fuori il gruppo, perché qui c’è il gruppo e abbiamo vinto una partita importantissima. Io non ho fatto nulla di particolare, ho cercato di palleggiare come meglio potevo, di difendere, di andare a muro, ma non ho particolari meriti. Sono solo felicissima perché abbiamo vinto e lo sono sempre quando vinciamo, anche se non gioco, perché io qui sto bene». A voler ben guardare, in effetti, Bo non fa nulla di particolare, ma lo fa bene, con raziocinio, servendo alle bande i palloni a fil di rete tanto graditi alle attaccanti di Braia. Fa più fatica con i centrali, ma mette calma alla squadra: il pepe lo mette Nadia Terranova che entra con tanta rabbia in corpo per far vedere di meritarsi il posto da titolare. «Anna Bo ci ha dato tanto in questa partita, ma anche Nadia Terranova», conferma coach Rosario Braia. «Con il suo ingresso abbiamo cambiato la ricezione, togliendo da questo impaccio Vindevoghel che ne ha beneficiato subito in attacco». La belga, bombardata come sempre in ricezione, non riusciva più a passare. Ci voleva un cambiamento difensivo per liberarne l’impatto davanti. Braia spiega anche il cambio su Angela Bocca: «Di solito non giustifico alle giocatrici i cambi ma nel caso di Angela, che non si era potuta allenare negli ultimi tre giorni, ho voluto spiegarle che ho voluto innalzare la soglia difensiva quando l’ho vista in difficoltà fisica in ricezione». In silenzio sono cresciute le due centrali, che peraltro erano state vive fin dall’inizio: dietro, Stefania Pollastrini ha prodotto un’altra partita da incorniciare. «Ero sicuro che saremmo usciti dalla crisi di risultati - dice Braia - questa gara è stata fondamentale. Adesso lavoreremo per recuperare al meglio Jette Fokkens sotto l’aspetto mentale: è una giocatrice introversa e sensibile. In questo momento si sente sotto accusa, patisce le critiche, soprattutto dei giornali e dell’esterno. La squadra ha dato una grande risposta, ora dobbiamo aiutarla perché sabato con Isernia sarà un’altra battaglia e abbiamo bisogno di lei». Intanto si fa festa coi babà che mamma Tirozzi ha portato da Napoli.
Fabio Babetto