23 dicembre 2005 —
pagina 03
sezione: Attualità
ROMA. È Mario Draghi la candidatura più forte per la poltrona di governatore della Banca dItalia. «Il nome lo conosco e lo conosce anche Silvio Berlusconi», dice Gianfranco Fini, ministro degli Esteri e vicepremier, sembra una accelerazione improvvisa, certo è una gaffe politica. «Sapere che hanno deciso mi sorprende molto ed è per me motivo di rammarico - dice Romano Prodi, leader dellUnione - mi era stato detto che era opportuno concordare la nomina con lopposizione e ho lavorato perché questo avvenisse».
A sera Palazzo Chigi ci mette una pezza: «Il presidente del Consiglio ha unidea che il presidente Fini conosce, idea che sarà confrontata con lopposizione e che, ovviamente, sarà discussa con il Capo dello Stato», dice Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del consiglio.
Fare presto è diventato limperativo della Casa delle libertà. Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, dice che «se ci fosse la nomina del nuovo Governatore sotto lalbero di Natale si dimostrerebbe che la politica torna al centro del ring». «A Natale mancano due giorni», osserva Fini. «Il successore a gennaio? Penso di sì», dice Silvio Berlusconi. «A inizio gennaio sarà raggiunta lintesa, non ci sono spazi per farla prima di Natale - dice Gianni Alemanno, ministro delle Politiche agricole - Il prossimo consiglio dei ministri è programmato per il 29, ma non è detto che si parli di Governatore della Banca dItalia». Lo scoglio vero è che il nome può uscire solo dopo che le nuove regole siano entrate in vigore, ovvero, come recita il comma sette dellarticolo 19 della nuova legge: «Alla data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale». Per fare presto si potrebbe optare per una pubblicazione on line già stasera (è già avvenuto per la ricapitalizzazione Alitalia) con contemporanea consultazione, decisione, nomina. Possibile, ma difficile.
I nomi che circolano sono sempre i soliti: Mario Draghi, Vittorio Grilli, Vincenzo Desario, Mario Monti. Draghi, 58 anni, sposato, due figli, ha tutti i numeri per diventare il futuro governatore. Laureato a 23 anni con Francesco Caffè ha preso il phd allMit di Boston, è stato professore universitario e, soprattutto, dalla poltrona di direttore generale del Tesoro, luomo che ha cambiato le vecchie regole del sistema finanziario italiano con la legge che porta il suo nome. E quella che impone trasparenza nelle scalate e lobbligo dellOpa (Offerta pubblica di acquisto) quando si superano certe quote di controllo. Insomma sono le norme volute da Draghi che hanno inguaiato Fiorani, i suoi soci e Antonio Fazio.
Gli scommettitori puntano su di lui, la sua quota è scesa a 1,85 dal due di mercoledì, ma questo non basta a farne il futuro Governatore. In Bankitalia cè chi osserva come Fazio si sia compromesso con banche private e come Draghi venga da una grande banca daffari. Mario Monti, ex commissario alla Concorrenza, piacerebbe a Berlusconi, meno alla Lega che è poi il partito che frena anche su Draghi. La soluzione interna, Vincenzo Desario, piace ai sindacati della Banca, mentre Vittorio Grilli sarebbe caldeggiato da Tremonti.
Per Tommaso Padoa Schioppa aleggia unincompatibilità. Dopo Bce non può avere incarichi in banche o società a capitale privato per un anno. Bankitalia ha il capitale ampiamente controllato da banche private. Questo può assimilare la Banca dItalia a un soggetto giuridico «formalmente» privato? Il comma 2 dellart. 19 sembra escluderlo: «La Banca dItalia è istituto di diritto pubblico».
-
Alessandro Cecioni