ARCHIVIO la Provincia Pavese dal 2003

Asl, arriva un nuovo direttore generale


 PAVIA. Cambio ai vertici dell’Asl di Pavia. Da settembre Stefano Del Missier, direttore generale dal 1º gennaio del 2003, andrà a Milano per guidare l’Iref (l’Istituto di formazione della Regione). Al suo posto, alla guida dell’Azienda sanitaria pavese, dovrebbe arrivare un manager di area leghista: questo nell’ottica degli equilibri della giunta regionale, con l’assessore alla sanità Alessandro Cè che rivendica un ruolo sempre più importante per il Carroccio. Al momento la candidatura più accreditata è quella di Maria Cristina Cantù, attuale direttore generale dell’Asl di Mantova.
 E’ circolato anche il nome di Cesare Ercole: ma il deputato della Lega ha smentito con decisione. «Non nutro ambizioni per l’Asl e neppure per il San Matteo», sostiene Ercole. L’addio di Del Missier all’Asl di Pavia viene dato per certo negli ambienti del Pirellone. Il suo imminente trasferimento a Milano rientra in un «giro» che prevede la nomina di altri direttori (compresi quelli dell’ospedale Sacco di Milano e dell’Asl di Melegnano, per la morte dei manager che li guidavano). Per Del Missier si prospetta un ruolo di prestigio. La Regione Lombardia attribuisce una grande importanza alla formazione dei suoi dirigenti: la guida dell’Iref comporterà nuove responsabilità per il direttore generale dell’Asl di Pavia. Il suo contratto scade nel 2008, come quello della dottoressa Cantù: ma il loro destino professionale è affidato alla Regione, che in qualsiasi momento può decidere di indirizzarli ad altro incarico. «E’ una scelta che spetta solo alla giunta regionale», sottolinea Giancarlo Abelli. L’assessore pavese non entra nel merito del prossimo cambio ai vertici dell’Azienda sanitaria, pur confermando che Del Missier è destinato alla guida dell’Iref. Abelli però vuole puntualizzare alcuni concetti in merito ai suoi rapporti con Cè. Dopo il varo del Formigoni-ter, il clima tra i due è stato sempre piuttosto teso. A dividerli è l’attribuzione delle competenze ai loro assessorati. Per fare chiarezza, la giunta regionale ha varato una delibera organizzativa: all’assessore Abelli spetterano sempre le deleghe in materia socio-sanitaria, mentre Cè si occuperà di ospedali e di tutto il resto. «E’ una delibera - afferma Abelli - che non fa altro che confermare l’accordo politico alla base della giunta. Quando la Lega ha avanzato la richiesta dell’assessorato alla sanità, sapeva che le deleghe erano quelle. Tutto quanto riguarda il welfare e gli aspetti socio-sanitari resta di mia competenza. La soluzione è una collaborazione tra i due assessorati, com’è avvenuto anche in passato: nelle prime settimane di legislatura non si è vista, ma mi auguro che in futuro i rapporti possano migliorare». Maria Cristina Cantù, favorita per il ruolo di direttore generale dell’Asl, è di origine varesina. Quarant’anni, laureata in Giurisprudenza e Scienze politiche, in passato è stata assessore all’urbanistica al Comune di Varese e direttore amministrativo al Pio Albergo Trivulzio di Milano. Leghista doc, viene descritta come lavoratrice instancabile e «manager di ferro». Quando serve sa alzare la voce anche con i suoi più stretti collaboratori: è successo anche all’Asl di Mantova (una decina di dirigenti si sono dimessi). Nella «pagella» per il 2004, la Regione le ha assegnato 93 punti: un buon risultato. «Ormai la Lega, a livello regionale, vuol far sentire sempre di più il suo peso e sta mettendo in difficoltà Formigoni», commenta Carlo Porcari, consigliere regionale pavese dei Ds. «Vogliono imporre un loro rappresentante anche a Pavia: non so se Abelli lo accetterà serenamente. Ormai è sempre più evidente il suo contrasto con Cè: l’anomalia lombarda deriva anche dalla presenza di due direttori generali, alla famiglia ed alla sanità».
- Sandro Repossi