«Fibre invisibili causarono i mesoteliomi». E' la tesi sostenuta da Chiappino

BRONI. Il mesotelioma non é causato come l'asbestosi da tutte le fibre inalate ma soltanto dalla quota ultrafine di fibre che hanno una dimensione di 0,2 millimicron e una lunghezza di pochi millimicron. Soltanto questa classe di fibre parrebbe capace di oltrepassare la barriera polmone-pleura, rappresentando cosi il vero agente causa del mesotelioma e delle altre manifestazioni pleuriche benigne, come le placche pleuriche. La notizia appare sull'ultimo numero di quest'anno della pubblicazione di Medicina del Lavoro.
L'informazione é redatta da un esperto del caso Fibronit, il professor Gerolamo Chiappino del centro studi e ricerca sugli effetti biologici delle polveri inalate dell'Università di Milano. Chiappino, divenuto noto per le sue due posizioni critiche verso la Fibronit, in anni recenti aveva realizzato a Broni il primo telerilevamento dell'amianto con tecniche del Cnr.
Il testo del professor Gerolamo Chiappino apre però una questione di grande rilievo, per le conseguenze che questa nuova visione del problema amianto può far ricadere sul campo preventivo e medico legale, che lo stesso Chiappino affronta in dettaglio alla fine dello studio. Il tecnico sostiene infatti che dalla ricerca effettuata in questi anni risulta che «le fibre ultrafini traslocate dal polmone alla pleura non si distribuiscono casualmente ma si vanno a concentrare attorno agli stomi di riassorobimento linfatico esistenti sulla pleura parietale».
In pratica si collocano sulle parti in cui entra la parte esterna della pleura entra in contatto con il sistema linfatico. Per la loro forma, le fibre non sono assorbite dall'organismo ma si uniscono e restano bloccate per un tempo indefinito tra le cellule del mesotelio, il rivestimento esterno della pleura, da cui deriva il nome del tumore. Questa sarebbe la ragione, secondo Chiappino, per giustificare come mai basse esposizioni e limitate nel tempo possono generare il mesotelioma. Ma la cosa rilevante ai fini legali, assicurativi e preventivi risulta il fatto che «la rilevanza eziologica - cioè le cause che provocano il male -, della quota ultrafine di fibre porta ad escludere ogni ipotesi di evitabilità della malattia almeno fino alla seconda metà degli anni '80». Troppo piccole e sottili quindi per essere rilevate dalle analisi prima del 1980, quindi pressoché impossibile difendersene con interventi preventivi prima di allora. «Questa fibra - prosegue Chiappino - non era visibile al microscopio ottico, né misurabile, né eliminabile dall'atmosfera degli ambienti di lavoro. I materiali filtranti disponibili non potevano trattenere le fibre ultrafini ed avevano pertanto efficacia solo nella prevenzione dell'asbestosi e del carcinoma polmonare - che richiedono dosi massicce di fibre inalate -. Solo i filtri Hepa e i filtri assoluti potevano negli anni '80 dare una efficace protezione verso tutte le fibre di qualsiasi dimensione respirabile». La conseguenza appare sconcertante: la Fibronit potrebbe non avere colpe verso i suoi dipendenti e soprattutto verso i non dipendenti per i mesoteliomi in quanto i rilevamenti non potevano segnalare la presenza di fibre cosi piccole.
MiriamPaola Agili