Tre bicchieri al giorno, il cuore ringrazia

SANTA MARIA. Vino e salute: due o tre bicchieri, proteggono il cuore. La Cantina «La Versa» ha scelto l'argomento più popular e più d'impatto per festeggiare il proprio secolo di vita. E per non scadere nella banalità di una verità comunque nota da secoli la Cantina centenaria ha chiamato a discuterne i massimi esperti nazionali. Convegno organizzato insieme al policlinico San Matteo, grazie all'esperienza di Giovanni Azzaretti, commissario venuto dall'Oltrepo, non si è parlato al vento. Sono stati forniti dati precisi che hanno tenuto sulle settecento sedie gli altrettanti presenti. Aggiungendo quelli rimasti in piedi si è sfiorata quota mille partecipanti.
I lavori sono stati preceduti dall'indirizzo di saluto del presidente, Giancarlo Vitali; del sindaco di Santa Maria della Versa, Osvaldo Faravelli; del presidente della Comunità Montana, Elio Berognoe del dirigente di Banca Intesa, partner dell'inziativa, Ettore Brandolini. Le relazioni dei vari esperti, moderati dal direttore di Rai Uno, Fabrizio Del Nocee dal professor Luigi Tavazzi, cardiologo al Policlicno di Pavia, hanno fornito interessanti indicazioni scientifiche, economiche e sociali. Una stimolante fotografia del mondo vino aggiornata al 21 maggio 2005, 100 anni dopo la costituzione della cantina «La Versa». Andrea Poli, direttore scientifico del Nutrition Foundation of Italy di Milano, non ha dubbi: «Chi è astemio rischia di più di chi consuma moderatamente vino, in fatto di infarto e di ictus». Ma attenti, se si esagera a soffrire è il fegato. Meglio rosso che bianco. «I polifenoli sono importanti, li vendono già in capsule, ma nel vino, nel vino rosso ci sono già di natura...». La ricetta? Tre bicchieri per gli uomini, due per le donne. Attilio Scienza, docente alla facoltà di agraria dell'Università di Milano, da 30 anni legato a progetti che hanno riguardato la Valle Versa, avverte: «Entro il 2015 avremo perso, in Italia, circa il trenta per cento della superficie a vigneto. Bisogna tornare ad occuparsi di viticoltura e ad aver fiducia nel futuro». Ombre cinesi all'orizzonte anche per il vino, come se non bastassero le minacce che arrivano dal Sud Africa, Australia o Sud America. Anche nel campo della ricerca genetica vegetale come ha sottolineato Francesco Sala, ordinario di Biologia alla Università di Milano: «Sarebbe un errore colossale non incentivare la ricerca scientifica. Altrove stanno facendo passi da gigante. Io frequento da tempo la Cina e fino a qualche anno fa i loro vini erano imbevibili. Ora hanno vini buoni, ma è dal 1985 che investono tanto in ricerca». Il consumo di vino è sceso di quattro volte negli ultimi 50 anni, quando olio d'oliva e zucchero si sono moltiplicati per 4 o per 8 e il consumo di birra è passato da 2 a 25 litri annui pro-capite. «Il vino una volta era anche alimento, adesso si punta di più alla qualità. Venticinque anni fa, rileva Dario Casati, docente di economia agraria alla Statale di Milano, il vino da tavola era l'88% del totale, adesso il 40%». Albino Claudio Bosio, docente di psicologia dei consumi alla Cattolica di Milano e vice presidente di Eurisko, ha provato a tracciare il profilo del consumatore di vino edizione 2005: giovane, curioso e voglioso di cultura del vino, in certe occasioni anche donna. In fatto di prezzi rischia di più il vino di fascia media che non quello di fascia alta. Quello di fascia di bassa ha già, forse, perso la battaglia. Fra i presenti, i parlamentari Luigi Fabbri, Cesare Ercole(«Ci batteremo contro i vini esteri»), Giacomo De Ghislanzoni, l'assessore regionale Giancarlo Abelli(«L'Oltrepo del vino fa tendenza anche a livello scientifico»), il commissario del San Matteo Giovanni Azzaretti, gli assessori provinciali Invernizzi, Todeschini, Nola, Poma e Crotti e il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.
Pierangela Ravizza