«Crediamo nella Farnesina»

MILANO. «Come non ci siamo illusi nel momento in cui si parlava di un imminente rilascio, allo steso modo non ci siamo lasciati influenzare deprimendoci alle notizie di ieri». Lo ha detto ieri mattina Fabio Cantoni, il padre di Clementina, ricevendo un giornalista di Studio Aperto nell'atrio del palazzo dove abita la famiglia a Milano. «Abbiamo totale e assoluta fiducia in quello che la Farnesina sta facendo - ha sottolineato Fabio Cantoni - e attendiamo notizie concrete». «Il nostro distacco nei confronti dei giornalisti - ha concluso il padre - non è una mancanza di rispetto, anzi vi siamo grati per il lavoro che state facendo e per la vostra attenzione, ma è una nostra esigenza assolutamente privata di concentrarci su Clementina».
Nella casa di via Jan erano arrivati in mattinata alcuni amici e parenti, come ogni giorno, e per la prima volta anche un sacerdote, che all'uscita si è limitato a dire: «abbiamo pregato insieme».
La famiglia ha anche voluto «ringraziare pubblicamente tutti coloro, come enti locali e istituzioni, che hanno avviato iniziative di solidarietà». A dirlo è l'amico Marco Formigoni che dal momento del rapimento tiene i contatti con la stampa. «Tutte queste iniziative - ha spiegato Formigoni - hanno commosso la famiglia ed è bello quello che si sta muovendo». «Sappiamo che l'attesa potrà essere lunga, anche di giorni o settimane» ha proseguito, ripetendo nuovamente che famiglia e amici «non si deprimiamo per le brutte notizie e non si esaltiamo per quelle che sembrano belle». Anche questa dunque «è stata un'altra giornata di attesa con frequenti contatti con la Farnesina e confortati dalla presenza di molti amici che vengono a trovarci».
Intanto l'associazione delle Ong italiane, nella giornata di apertura della seconda edizione di Italia Africa, chiede al sindaco di Roma, Walter Veltroni, e al comitato promotore dell'evento che culminerà con la manifestazione e il grande concerto del 28 maggio, che questa settimana dedicata al continente africano sia anche l'occasione, per tutta la società civile del nostro Paese, di chiedere l'immediata liberazione di Clementina Cantoni, di Florence Aubenas e di Hussein Hanoun, ancora nelle mani dei rapitori. Secondo Sergio Marelli, presidente dell'Associazione Ong Italiane «l'impegno a favore dell'Africa, continente dimenticato, ci invita a non dimenticare tutte le vittime dell'ingiustizia e della criminalità in ogni parte del mondo. La lotta al terrorismo deve essere una lotta senza confini».