Vince l'asse Abete-Della Valle-Bilbao

ROMA.L'asse Abete-Della Valle-Bilbao ha vinto la prima battaglia per il futuro controllo della Banca Nazionale del Lavoro. Al termine di un'assemblea degli azionisti tesa ma non infuocata, che ha visto protagonisti stuoli di legali e consulenti societari, il consiglio d'amministrazione è rimasto nelle mani dell'attuale maggioranza, anche se sono prevedibili lunghi strascichi legali soprattutto per la decisione di non ammettere al voto 80 milioni di azioni della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Bper, che aderisce al contropatto. La lista che fa capo al Banco Bilbao e può contare sulle Generali, Della Valle e Abete ha raccolto il 48,2% di adesioni e nominato otto membri del nuovo cda. Sei consiglieri sono andati alla lista che fa capo al contropatto guidato da Francesco Gaetano Caltagirone e dagli altri immobiliaristi romani, che ha raccolto il 42% dei voti in assemblea. Resta in cda, in rappresentanza della lista Mps-Popolare di Vicenza, il presidente della banca senese Pier Luigi Fabrizi, la cui lista ha raccolto il 9,5% di adesioni.
Il nuovo cda della Bnl è quindi formato da Luigi Abete, riconfermato presidente, Antonio Ortega Parra, Manuel Gonzalez Cid, Giovanni Perissinotto, Diego Della Valle, Marcello Gioscia, Aldo Minucci, Juan Perez Calot, membri della lista di Bbva; Francesco Gaetano Caltagirone, Danilo Coppola, Giuseppe Statuto, Stefano Ricucci, Tiberio Lonati, Francesco Bonsignore, in rappresentanza del patto Caltagirone e Fabrizi in rappresentanza del patto Mps-Vicenza. L'assemblea ha anche approvato il bilancio 2004 con il voto favorevole del 62,67% degli azionisti presenti: i voti contrari sono stati solo lo 0,21% mentre il contropatto, che ha raccolto il 37,112%, si è astenuto «per senso di responsabilità», come ha sottolineato il suo presidente Giampiero Tasco. L'assemblea è stata caratterizzata da una sfilata di interventi di esponenti del contropatto che hanno espresso dure critiche nei confronti degli amministratori. Secondo Tasco, è «inaccettabile che il valore dell'ops» lanciata dal Bbva sulla banca romana «sia stato imposto ed accettato da un cda che è espressione dell'offerente».
Alle critiche avanzate da tutti i rappresentanti del contropatto ha replicato il presidente Abete: «Non mi sembra che ci sia grande passione per il mercato in giro», ha esordito il presidente della Bnl, invitando il contropatto, sebbene senza nominarlo, a farsi avanti con una proposta valida per tutti gli azionisti. «Il nostro compito - ha proseguito Abete - è rispettare tutti gli azionisti, aderenti ai patti e non aderenti ai patti, piccoli e grandi. Avendo i nostri advisor giudicato l'Ops interessante, economicamente e condivisibile sul piano industriale, abbiamo semplicemente evitato che ci fosse un rischio di aborto prematuro».
La guerra per il controllo della Bnl è comunque destinata a proseguire sia sui mercati, dove si preannunciano nuovi rastrellamenti di azioni come confermato pubblicamente sia da Coppola sia da Ricucci, sia in sede legale dopo i legali della Bper non escludono di impugnare le decisioni assembleari.
Andrea Di Stefano