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Torna il sole e riporta la folla alla Bozzola

 GARLASCO. La tradizionale fiera pasquale della Bozzola è stata rovinata a metà dalla pioggia di domenica. Ma il sole di ieri ha riportato la cifra dei visitatori a quella consueta, cioè 20mila presenze. La domenica di Pasqua, invece, erano stati “solamente” 5mila i fedeli e gli amanti delle bancarelle che hanno sfidato il brutto tempo, per raggiungere la frazione dove ha sede il santuario mariano. Come sempre, sacro e profano sono andati a braccetto in una fiera secolare che non ha perso il suo fascino, suggestionando i lomellini e anche centinaia di turisti da Milano, Alessandria, Vercelli e Novara.
 Per tutta la giornata di ieri una fiumana di gente ha riempito via Bozzola, la strada comunale che dal centro di Garlasco porta alla frazione. I carabinieri, gli agenti di polizia locale, i volontari della Protezione civile, gli osservatori civici e i ragazzi del santuario, con la pettorina arancione, hanno coordinato gli arrivi delle centinaia di automobili, indirizzate nei dodici parcheggi ricavati sui terreni attorno al santuario. Molti automobilisti hanno preferito lasciare la macchina in paese, e avventurarsi a piedi in direzione del santuario. Anche per evitare di procedere a passo d’uomo per i circa tre chilometri che dividono Garlasco dalla Bozzola. Qualcuno, rimasto in panne, è stato soccorso da una pattuglia dei vigili urbani, che hanno ricaricato la batteria dell’automobile dello sfortunato visitatore. Per il resto, la voglia di divertimento dei più piccoli (e anche di qualche adulto) ha trovato sfogo nel luna park allestito all’ingresso della frazione. Complice anche un sole splendente, il parco divertimenti ha funzionato a pieno ritmo, ormai naturale contraltare della fede religiosa espressa da centinaia di pellegrini. Dai paesi della Lomellina, andare a onorare la Madonna della Bozzola è sempre stato un punto fermo nel calendario religioso. Anche ieri, per esempio, da Cergnago è arrivato un pulmino di fedeli devote guidato dal parroco, don Siro Invernizzi. Mentre sul piazzale del santuario dedicato alla Regina della Lomellina, sotto le piante o ai tavolini del bar, centinaia di persone si aggiravano in cerca di refrigerio, in chiesa i sacerdoti celebravano funzioni religiose. Alla messa delle 10.30, il santuario e l’area antistante sono stati presi d’assalto da 2mila fedeli, accorsi per venerare la Vergine Maria, che nel 1465 apparve a una ragazzina sordomuta dalla nascita, sopra un cespuglio di biancospino, chiamato in dialetto “boslä” e poi italianizzato in bozzola. Improvvisamente, la ragazza si mise a parlare e la Madonna le disse sorridendo: «Vai a dire ai garlaschesi che voglio qui un santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che io spargerò in questo luogo che i miei figli sperimenteranno i tesori delle mie misericordie». «Veniamo qui ogni Lunedì dell’Angelo da più di 40 anni, malgrado la folla, per rendere omaggio alla Madonna della Bozzola: per noi è impossibile mancare», commenta una coppia di Vigevano, mentre gusta un gelato nel bar a fianco del santuario. Come loro altre 20mila persone ieri sono passate dal sacro al profano, da una bancarella di bigiotteria andina alla pesca di beneficenza, da un banchetto di prodotti alimentari alla funzione religiosa celebrata dal rettore, don Gregorio Vitali.
Umberto De Agostino