Pavia, Papini è già un leader

PAVIA. Sabato, vista l'assenza per squalifica di Paolo Sciaccaluga, Marco Torresani gli consegnerà le chiavi del centrocampo. Il gladiatore Romeo Papini, classe 1983, contro il Como è chiamato a sostenere l'ennesimo esame di maturità, probabilmente il più impegnativo: «Sciacca è un punto di riferimento per me, senza di lui al mio fianco sarà dura - avverte il ventunenne mediano - Ma le responsabilità non fanno paura, anzi mi elettrizzano».
Uno dei segreti del nuovo Pavia, capace in pochi mesi di passare da fanalino di coda a seconda forza del girone A di C1, è proprio Romeo Papini. Giunto in estate insieme a una nidiata di giovani promettenti, ha conquistato subito una maglia da titolare. Se si eccettua la prima giornata ad Acireale, saltata per squalifica, è sempre stato nell'undici di partenza: «Dopo un anno positivo a Legnano, in C2, avevo una gran voglia di giocare in una categoria superiore. L'impatto è stato ottimo e l'eccezionale partenza della squadra ha agevolato non poco il mio inserimento. Una grossa mano poi me l'hanno data l'ambiente e il mister, che trasmettono serenità e mettono un giovane nelle condizioni ideali per emergere. In campo inoltre l'aver al mio fianco un giocatore dell'esperienza di Paolo Sciaccaluga è fondamentale. Abbiamo subito trovato l'intesa, compensandoci a vicenda. Sabato senza di lui sarà dura, indipendentemente da di chi lo sostituirà. Io stesso dovrò cercare di dare qualcosina in più del solito». Nell'anticipo contro il Como (ore 14.30) toccherà a Papini guidare il centrocampo azzurro, coadiuvato da uno tra Francesco Lunardini e Charles Ferretti (con il primo favorito): «Chiunque giochi per me va bene. Lunardini è una mezzala classica e ha caratteristiche simili alle mie. Ferretti invece è più offensivo e il suo impiego comporterebbe un arretramento del mio raggio d'azione, per coprirgli le spalle. In generale comunque chi scenderà in campo sabato dovrà dare il massimo. I giocatori del Como infatti hanno alle spalle una situazione societaria difficile ed ogni volta disputano la partita della vita, con la speranza di mettersi in luce ed approdare poi a gennaio in una piazza più tranquilla». E a proposito di futuro, fra qualche mese anche Papini dovrà compiere una scelta importante. E' giunto in via Alzaia in prestito dalla Ternana ma a giugno 2005 il suo contratto scade. A quel punto il giocatore sarà libero e potrebbe anche decidere di legarsi al Pavia: «Per ora penso a giocare. L'unica cosa che mi auguro è non tornare a gennaio a Terni. Poi a fine stagione, se i dirigenti azzurri dovessero farmi una proposta, la valuterei con grande attenzione».
Michele Lanati