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«Salvato dalla Madonna della Bozzola»

 VIGEVANO. «Chiamatelo come volete, ma per me è un miracolo. Se sono ancora vivo lo devo alla Madonna della Bozzola che mi è apparsa e mi ha salvato per ben due volte mentre ero sotto i ferri dei chirurghi che mi stavano operando al cuore». Domenico Fiaccadori, 67 anni, ex dipendente comunale, padre e nonno felice, racconta come un fiume in piena la sua straordinaria storia, iniziata dieci anni fa. E’ nel giardino della sua villetta, in via Aguzzafame, dove in un angolo ha costruito una piccola nicchia immersa nell’edera, all’interno della quale ha collocato una Madonnina.
 «Il 16 dicembre del 1994 - racconta - stavo tornando in auto da Pavia quando nei pressi del santuario della Bozzola sentii una voce che mi invitata ad entrare. Quella voce mi fece notare che erano trascorsi diversi anni, 5 o forse 6, dalla mia ultima visita. Entrai nella santuario, mi avvicinai alla statua della Madonna, pregai ed accesi un cero».
 Poi cosa è successo?
 
«Diciassette giorni dopo, mentre ero al volante della mia auto, sentii un forte dolore al petto e un formicolio insopportabile alle braccia, mentre il respiro si faceva difficoltoso: capii che si trattava di un infarto. Ebbi comunque la forza di arrivare fino al Pronto soccorso dell’ospedale dove persi i sensi. I medici constatarono che si trattava di un infarto e dopo una serie di cure intensive decisero per un intervento di bypass trasferendomi all’ospedale di San Donato. Durante l’intervento ebbi la sensazione di non farcela, che non sarei uscito vivo da quella sala operatoria. All’improvviso mi apparve la Madonna della Bozzola, con in braccio il bambino, che emanava una luce dorata, che non abbagliava, ma era meravigliosa. Allora mi resi conto che ero salvo».
 Dopo l’intervento durato sei ore, sembrava che tutto procedesse per il meglio, ma la situazione precipitò improvvisamente a causa di un ’altra crisi cardiaca accompagnata da una forte emorragia interna.
 Come l’ha superata?
 
«Ancora una volta mi è apparsa la Madonna della Bozzola che per la seconda volta mi ha salvato da morte certa». Il calvario di Domenico Fiaccadori è continuato anche quest’anno, tanto da essere costretto a sottorsi ad un ’altra serie di delicati interventi nel giro di pochi mesi. «Complessivamente - racconta l’ex dipendente comunale - mi hanno operato dieci volte. Ricordo che durante l’ultimo intervento notai che nella sala operatroria c’erano diversi monitor, una specie di televisori, sui quali si poteva vedere cosa mi stavano facendo i chirurghi. All’improvviso, il tutto è scomparso dalla mia vista e mi sono ritrovto in una nuova dimensione, in un mondo mai visto prima. Mi sembrava di essere in purgatorio: vedevo migliaia di persone correre avanti e indietro come se cercassero qualcosa: mentre osservavo, sentivo da lontano una preghiera, mi sembrava l’Ave Maria, e notavo che non appena la preghiera finiva, una persona saliva più in alto, felice e raggiante. Istintivamente pensai che quelle persone salivano in Paradiso».
 Poi cosa è successo?
 
«Una voce mi disse “Domenico, stai dicendo bene. Tutte queste persone non arriveranno mai in Paradiso se nessuno prega per loro. Tu devi dire queste cose che hai visto e sentito, senza vergognarti. Dillo a tutti. Inoltre tu conosci il posto dove dire e svolgere l’incarico affidatoti”. Pochi istanti dopo la stessa voce mi disse di fare un passo avanti a destra e subito mi ritrovai nella sala operatoria. L’operazione era riuscita. Da allora prego sempre la Madonna della Bozzola».