Dalla 1ª categoria all'Inter Incidente fatale in Nazionale

PALESTRO.«Ci sono tanti cavalli da tiro, ma tu sei un cavallo di razza». Parola di Giuseppe Meazza, rivolto a Franco Rosa, il più grande talento calcistico della provincia di Pavia. Il famoso centravanti dell'Inter, due volte campione del mondo con la Nazionale, incrocia la punta pavese quando è allenatore delle giovanili dell'Inter, a metà degli anni Cinquanta. Peccato che la carriera di Rosa viene stroncata da un grave incidente di gioco, che lo costringe al ritiro a 23 anni.
Rosa nasce a Garlasco il primo maggio 1932. Per studiare deve andare a Pavia, dove frequenta medie e liceo. Ha la passione del calcio. E' un autodidatta, salta le giovanili. Inizia a Gropello, in Prima categoria, quindi le a Mortara e Biella. Nel 1953 arriva la chiamata del Pavia. Il giovane attaccante è uno dei protagonisti della promozione in B: segna sette gol ed è vicecapocannoniere della squadra (dietro a De Prati, a quota 17). Gli azzurri vivono una stagione straordinaria. La squadra esplode dopo il successo di Parma: inanella nove vittorie in dieci giornate. Nel girone di ritorno incassa qualche sconfitta di troppo in trasferta, ma alla fine, grazie allo straordinario rendimento casalingo, vince il campionato con due punti di vantaggio sull'Alessandria e sei sull'Arsenaltaranto, ottenendo la promozione.
L'anno successivo, in B, fa ancora meglio: segna 13 reti (uno su rigore) ed è vicecapocannoniere del campionato. E' il momento di spiccare il volo. Rosa è chiamato dall'Inter. Fa la preparazione estiva, è in prima squadra. Viene convocato nella nazionale under 23. L'esordio in maglia azzurra gli è fatale: gioca contro la Svizzera il 13 ottobre 1954 e riporta un gravissimo incidente al ginocchio sinistro. Rottura dei legamenti. La sua carriera in pratica finisce quel giorno. Proverà, per più di un anno, a ripartire, dopo gli interventi chirurgici, ma non ci sarà niente da fare. Il giovane Rosa abbandona cosi il calcio e si concentra sullo studio. Prende la laurea in Chimica farmaceutica e acquista la farmacia di Palestro, dove si trasferisce nel 1958. Senza però trascurare del tutto il calcio. Nel 1960-61 è infatti allenatore e presidente del Garlasco, squadra di Prima categoria. All'8ª giornata si trova di fronte proprio il Pavia. La società azzurra è infatti fallita ed è stata costretta a ricominciare dal basso. Rosa si toglie una bella soddisfazione: il Garlasco batte 1-0 la squadra azzurra, che a fine stagione vincerà comunque il campionato. Rosa si allontana progressivamente dal mondo del calcio. Si sposa con Tina e ha tre figli: Gianni, Paola e Sandro. Oggi si gode i suoi cinque nipoti, ha passato la gestione della farmacia ai suoi figli, e ogni tanto va a dare una mano. Ma la sua grande passione resta il calcio: sono due le squadre del suo cuore, si da quando era bambino: Pavia e Inter. La sua speranza è che gli diano quest'anno grandi soddisfazioni. (cla.cuc)