Procreazione: rush finale per la raccolta di firme


ROMA. Rush finale per la raccolta delle firme per abrogare la legge sulla fecondazione assistita. Radicali e comitato referendario non si sbilanciano ma l'obiettivo delle 500mila firme per il primo dei quesiti, quello che propone di cancellare totalmente la legge 40 approvata da uno schieramento bipartisan nel marzo scorso, dovrebbe essere raggiunto entro stasera. La soglia di sicurezza è stata fissata intorno alle 600mila firme perché tutte dovranno passare al vaglio della Cassazione e molte saranno considerate nulle.
Una corsa contro il tempo: se le firme non verranno depositate entro il 30 settembre, i referendum slitterebbero al 2007 perchè nel 2006, salvo sorprese, si terranno le elezioni politiche e la legge vieta la contemporaneità con il referendum. Ieri, nel secondo week end del referendum day, mille tavolini in più sono comparsi nelle città italiane. Solo nella capitale, approfittando della Notta bianca organizzata dal Comune, sono stati allestiti 60 tavoli. E proprio Roma è la città che si è mostrata più sensibile alla battaglia referendaria. Tra le regioni, Toscana ed Emilia sono di gran lunga in testa. I Ds, impegnati con Verdi, Rifondazione e Pdci nella raccolta firme, hanno inviato ieri miglia di sms a militanti e simpatizzanti per invitarli ad andare a firmare. A poche ore dal verdetto popolare continua il dibattito politico sulla normativa bollata da Nobel e scienziati come «medievale» e «crudele». Dopo la ministra Stefania Prestigiacomo convinta della necessità di apporre «miglioramenti» alla normativa, anche il vicepremier Fini ammette le incongruenze della legge: «Non c'è dubbio che non sia perfetta, ma sarebbe stato un errore madornale non approvarla, nella ricerca della perfezione legislativa, perché saremmo rimasti in una situazione da far west». Una linea respinta dall'opposizione che in queste ore deve fronteggiare anche il tentativo di mediazione di Giuliano Amato, che sta lavorando a un testo capace di modificare gli aspetti più «oscurantisti» della legge. Il tentativo ha suscitato il plauso della Prestigiacomo ma ha irritato non poco i suoi compagni di schieramento. «Siamo impegnati in prima fila per il referendum abrogativo nei confronti di questa legge medievale nei cui confronti non ci sono possibilità di mediazioni», dichiara Oliviero Diliberto, segretario del Pdci. «Legge peggiore non avrebbe potuto essere immaginata: respingiamola al mittente» aggiunge Fausto Bertinotti. Per il segretario di Rifondazione la legge 40 è «aberrante, oltre che per gli aspetti illiberali che contiene, per il suo portato di violenza pronto a manifestarsi contro la donna». Durissimo Bobo Craxi. «Giuliano Amato, come la psiuppina Carettoni ai tempi della campagna sul divorzio, lavora per sfasciare il referendum».

Maria Berlinguer