Prezzi abbattuti e occhio di riguardo al Mediterraneo

ROMA.Un respiro di sollievo perchè, come ammettono all'aeroporto Leonardo Da Vinci gli impiegati di terra tra un check-in e l'altro, «si è evitato il baratro» dello stipendio a fine mese ottenendo le condizioni del prestito ponte.
Ma a chi toccherà andar via? «Più di questo non si può dare» commenta Paolo, un assistente di volo per il quale hanno firmato il contratto ieri mattina. «La compagnia ora come ora, ha stravinto, la vogliono portare al livello di una low cost. Sono curioso di vedere come verrà affrontato il nodo reale degli esuberi. Ho il sospetto che la compagnia non rinunci alla quota degli stagionali che da noi arriva al 30-35 per cento e che va a toccare il personale di lungo orario». Ma quale sarà il rilancio di Alitalia?
Secondo Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit- Cisl, la compagnia è ora in grado di rivendicare il ruolo di protagonista nell'area del Mediterraneo. «A noi sindacalisti ci hanno fatto vedere che la compagnia recuperando efficienza e abbassando i costi, può rilanciarsi sui mercati internazionali, mercati finora abbandonati» sostiene il sindacalista che finalmente può riposare alla fine della più lunga trattativa no-stop degli ultimi anni.
«Abbiamo negoziato da venerdi dell'altra settimana, siamo ai limiti della resistenza», dice il sindacalista con evidente soddisfazione per avercela fatta.
Secondo lui, il piano di rilancio prevederebbe le rotte Est Europa, Mediterraneo e Nord dell'Africa. «La compagnia proprio per la situazione geografica» sottolinea «potrà essere leader per Tunisi e Barcellona, mettendo insieme qualità e tariffe». Perchè è evidente che i biglietti vanno offerti a meno, ammette il sindacalista. «Andare a Milano per 300 euro, quando un'altra sigla vola a 100» non conviene più a nessuno e non sarebbe neanche giustificato.
Sui voli a corto raggio si beve e si prende una busta di 'salato o dolce", su tutti i voli o quasi. E allora, quand'è che l'equipaggio è più numeroso? Questo è stato uno dei problemi del contratto degli assistenti di volo, perchè l'assistenza dipende anche da quanto è folta la 'prima classe". I viaggiatori, in questa classe, hanno bisogno di un accudimento particolare: quindi è molto difficile decidere prima quante persona sono indispensabili.
«Resta il fatto» conclude il sindacalista «che l'intesa era indispensabile, ma non risolutiva. Come mai Meridiana o Air One sono piene di debiti e hanno l'acqua alla gola?».(a.f.)