«Le volontarie italiane in mano a al Zarqawi»

ROMA.Simona Pari e Simona Torretta potrebbero essere nelle mani di Al Zarqawi. Lo sostiene il viceministro iracheno degli esteri iracheno Hamid Al Bayati, ospite ieri a Roma. «Stiamo facendo del nostro meglio per liberarle e la nostra speranza è che siano liberate sane e salve e al più presto», ha assicurato l'esponente del governo ad interim iracheno.
Le due volontarie italiane «potrebbero essere nelle mani di gruppi estremisti come quello di al-Zarqawi», forse lo stesso che due giorni fa ha rapito un britannico e due statunitensi e che ha avanzato l'identica richiesta di liberazione delle donne irachene rinchiuse nel carcere di.
In una intervista al Tg2 Al Bayati ha ipotizzato che le ragazze possano essere «state rapite da organizzazioni malavitose che potrebbero averle vendute a membri del gruppo di Al Zarqawi».
«Ieri abbiamo avuto informazioni secondo le quali sarebbero state trasferite da Baghdad occidentale, a Falluja - ha aggiunto il viceministro senza fornire particolari specifici, in linea con la l'indicazione di riserbo chiesta dal governo italiano - Erano vicine a Latifija, che si trova appunto ad ovest di Baghdad. Potrebbero essere nelle mani di gruppi estremisti come quello di al Zarqawi. Ma bisogna osservare il caso con molta attenzione prima di decidere chi sia il responsabile di questo sequestro».
Al-Bayati, ricevuto dal ministro della Difesa Antonio Martino, ha confermato la gratitudine del governo per le truppe italiane che «stanno offrendo un aiuto umanitario al popolo iracheno.
A Nassiriya ci sono molti problemi: ospedali, acqua, elettricità. E il popolo di Nassiriya è grato all'aiuto offerto dalle truppe italiane nella liberazione dell'Iraq dal regime di Saddam. La grande maggioranza del popolo iracheno ricorderà le nazioni che si sono schierate al loro fianco, e soprattutto le truppe italiane».
Quanto al cammino verso la democrazia, il vice-ministro ha confermato che il governo di Baghdad è «determinato a tenere le elezioni a gennaio del prossimo anno; e speriamo che la mancanza di sicurezza - ha concluso - non ci impedisca di andare al voto, secondo il calendario previsto». (a.g.)