12 settembre 2004 —
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poco più di un chilometro a nord di Garlasco, sulla strada campestre che porta al Ticino, sorge il santuario della Madonna della Bozzola, meta di grandi pellegrinaggi soprattutto da parte dei fedeli della Lomellina. Un tempo caratterizzato da numerosi cespugli di biancospino, in dialettobuslòn, dove i garlaschesi erano soliti condurre il bestiame al pascolo, ha dato il nome di Bozzola alla piana zerbida e sabbiosa: di qui il nome di Madonna della Bozzola. Lorigine del santuario risale alla metà del 1400 quando sul luogo dove ora sorge limponente chiesa, cera unedicola raffigurante limmagine della Madonna seduta in trono.
Seduta in trono, con il braccio sinistro teneva il Bambinello in piedi e, con quello destro, un libro. Il prodigio di una fanciulla muta, che volge lo sguardo alla Vergine, che depone un mazzetto di fiorellini tra sospiri e lacrime e che inaspettatamente riacquista la parola, è il motivo della prima chiesetta, eretta con la facciata rivolta a Garlasco, dal 1565 al 1810 oggetto di visite pastorali dei vescovi di Pavia. A quel tempo la parrocchia di Garlasco dipendeva ecclesialmente dalla diocesi di Pavia e solo nel 1817 quasi tutta la Lomellina passò sotto la giurisdizione della diocesi di Vigevano, con decreto di papa Pio VII.
Purtroppo, non si hanno notizie della fanciulla miracolata: si sa però che il parroco di Garlasco, don Andrea Guazzoni, si prese cura di lei consigliandole di ritirarsi nel monastero vallombrosano di Santa Veronica vicino al torrente Terdoppio, posto nel territorio comunale e retto da alcune monache di clausura.
Dopo la primitiva chiesetta, diventata insufficiente, nei primi anni del XVII secolo si cominciò la costruzione della seconda chiesetta, che fu orientata in modo da avere limmagine della Madonna sullaltare maggiore senza spostarla dal luogo del fatto prodigioso. Nel 1662 si iniziano i lavori per lerezione del campanile, a forma quadrata con tetto di tegole, e nel 1843 viene dotato di un magnifico concerto di cinque campanein re maggiore, opera dei fratelli Barigozzi, che fusero i bronzi in unapposita fornace predisposta nelle vicinanze del santuario.
Nel 1775, su disegno dellarchitetto Gabriele Longhi, fu eretto laltare maggiore e, circa un secolo dopo, tra il 1896 e il 1898 fu realizzata la facciata del tempio su disegno dellarchitetto Cesare Nava di Milano. Nel 1890 si iniziarono a costruire i portici ai lati del santuario in uno stile non conforme a quello della chiesa. Alcuni anni dopo, gli architetti Nava e Broggi presentavano un progetto in stile con la facciata, che purtroppo non divenne esecutivo. Un peccato per molti, perché sarebbe stato un monumento molto caro alla Madonna e un conforto per le esigenze di quei devoti che arrivano al santuario. La facciata fu inoltre decorata di statue egregie, opera del Pronini di Milano, raffiguranti la Madonna della Bozzola, san Gioacchino, santAntonio, gli apostoli Pietro e Paolo e due angeli. Sulla facciata spicca il saluto dellarcangelo Gabriele:Ave, gratia plena. La Madonna con il Bambino è dono della famiglia Volpini, le fiamme terminali sono opera del Chini di Milano, i fregi e le balaustre del Repellini di Cremona e le decorazioni di Francesco Nicola. Dopo la facciata veniva realizzata la grandiosa e splendida scalinata, in granito di Baveno; ai lati, su grandi basamenti furono collocate due statue raffiguranti la Fede e la Speranza, opere del Rozzi-Speluzzi di Milano. Nel 1705 si aprì il braccio sinistro della chiesa e nel 1856 quello destro. Nel 1860 si prolungò la navata centrale fino allattuale porta dingresso. Il santuario sembra così compiuto nella sua capacità interna, formando un magnifico vaso a croce greca dordine dorico, su cui svetta la cupola ottagonale.