ARCHIVIO la Provincia Pavese dal 2003

Una federazione per scuotere la sinistra


 VOGHERA. Quanta fatica stare insieme. Quanta fatica cercare il punto di equilbrio tra sinistra-sinistra e centrosinistra. E quanta fatica superare ripicche e divisioni dopo il caso centrale. ma fatica o no, tra nove mesi ci sono le elezioni. E il centrodestra, piaccia o meno sui banchi della minoranza, parte ancora in vantaggio. Da qui parte la rincorsa dell’opposizione verso il voto di aprile 2005: il listone dell’Ulivo ha fatto le prove generali alle Europee, i piccoli cercano la federazione per contare di più.
 Lo schiaffone del 2000 ha lasciato il segno a l’ala sinistra del centrosinistra parte da una considerazione quasi lapalissiana: uniti si può provare a vincere, divisi non si gioca nemmeno. Bene, ma uniti come? La partita dell’opposizione, nei mesi caldi in cui si stringono le alleanze che contano, si gioca proprio qui, con la sinistra-sinistra che di “federa” per pesare di più al tavolo della coalizione di centrosinistra. Premessa: alle Europee dello scorso aprile, volenti o nolenti palestra delle Comunali della prossima primavera, il listone dell’Ulivo, la coalizione tra Ds, Margherita, Repubblicani e Socialisti, ha tenuto bene ma non ha sfondato.
 E Forza Italia, maggioranza della maggioranza, ha perso voti ma non la maggioranza. Alla fine dei conti (a Voghera) si resta 31 (per cento) contro 27 (sempre per cento). Qualcosa hanno rosicchiato anche i piccoli della sinistra e del centrosinistra (i cespugli, si chiamavano quando la Quercia dei Ds era più alta). Hanno rosicchiato, ma presi uno alla volta restano comunque troppo piccoli per arrivare al tavolo delle trattative e far pesare programmi e candidati. Presi uno per uno, però. «Tutti insieme, sempre calcolando i voti sui risultati delle europee, superiamo il 13 per cento dei voti vogheresi», spiega Davide Zucchella, segretario dei Comunisti italiani. Detto questo, è spiegato cosa sta succedendo a sinistra: Comunisti italiani, Rifondazione, Verdi e lista Di Pietro si sono federati e hanno già preparato un programma comune («Linee di programma, prego: non ci sono paletti e dicktat da presentare agli alleati») con cui sedersi al tavolo del centrosinistra.
 «I risultati delle Europee - spiegano Zuchhella, Sergio Vitellini di Rifondazione e Caludio tambussi della Lista Di Pietro - dimostrano che c’è stato un cambio nei rapporti di forza della coalizione del centrosinistra. Si è formato un blocco, quello della lista per l’Ulivo, di cui noi non facciamo parte: i piccoli, quindi, si devono organizzare per pesare di più. E mettersi insieme pensando alle elezioni del 2005. La cosiddetta “sinistra radicale” ha l’esigenza fondamentale di costruire un programma comune. Programma già fatto, che vuol essere portato in discussione con il resto del centrosinistra: Ds, Margherita, Repubblicani, Sdi, sia che si presentino ancora uniti nella lista per l’Ulivo, sia che si presentino divisi. Il programma, per ora, è una linea di indirizzo: non vuol essere uno schema rigido. E’ una prima base di discussione verso le elezioni 2005».
- Stefano Romano