Vecchi: «Pavia, ho fallito»

PAVIA. Marco Torresani assolto, giocatori colpevoli. Con la conferma a sorpresa del tecnico cremonese, la società esce allo scoperto: la responsabilità principale della retrocessione è di chi è sceso in campo. Deduzione avallata dalle parole del direttore generale Armando Calisti: «A deludere maggiormente sono stati i giocatori, specie quelli di esperienza». Ecco quindi nascere un Pavia giovane, con molti senatori in partenza. Tra loro di certo Stefano Vecchi.
Doveva essere un giocatore importante per il Pavia, l'uomo guida per la nuova categoria con le sue dodici stagioni consecutive in C1. Invece, almeno in campo, non è riuscito a diventarlo. Vecchi è, tra gli acquisti dell'estate scorsa, quello che ha maggiormente deluso le aspettative. All'accusa della società che ha puntato l'indice contro i giocatori più esperti, il centrocampista non ha armi con cui ribattere: «Sono stati presi giocatori che avrebbero dovuto dare una grossa mano, tra cui il sottoscritto. Purtroppo ho completamente fallito la stagione, anche per via dei tanti infortuni. Prima una distorsione al ginocchio, poi i problemi al polpaccio. Solo nelle ultime settimane sono tornato a stare bene. Troppo tardi». La mancanza di continuità e le difficoltà ambientali avvertite al Fortunati sono per lui le cause principali della retrocessione: «Sicuramente giocare in casa non è stato facile. Siamo stati contestati, ma devo dire che non abbiamo aiutato i tifosi a stare dalla nostra parte». A proposito del pubblico, Vecchi ha un cruccio: «Già a inizio stagione avevo notato che il rapporto con i tifosi non era idilliaco. Non so il perché. Dopo un campionato trionfale e 5 anni al vertice non essere riusciti a gestire un buon rapporto col pubblico è stato un errore importante. Pensavo di venire a Pavia e trovare un ambiente caldo ed entusiasta, che rendesse dura la vita a chi venisse a giocare contro di noi. Avremmo avuto bisogno di averli dalla nostra parte. Non è successo, ma le colpe sono soprattutto nostre». Singolare situazione quella del centrocampista bergamasco. Nonostante abbia inciso poco in campo, nello spogliatoio è stato sempre rispettato e ascoltato dai compagni. Proprio questo è l'aspetto che rammarica maggiormente Vecchi: «Mi dispiace tantissimo per loro, mi sento in colpa. Mi hanno sempre apprezzato e, nonostante le difficoltà, mi hanno sempre sostenuto. Non essere riuscito a dar loro una mano mi dà un tremendo fastidio». I buoni rapporti coi compagni non basteranno però a Stefano per restare in azzurro, nonostante abbia ancora un altro anno di contratto. L'ex spallino ne è consapevole e, implicitamente, si dice disponibile anche a ridursi l'ingaggio per trovare una nuova sistemazione: «Sono il primo a sapere che a Pavia non posso rimanere. Già a febbraio la società mi aveva comunicato che non voleva tenermi. La mia prospettiva è di cercare una soluzione vicina a casa. Lo scorso anno venni via da Ferrara per avvicinarmi alla famiglia. Sono pronto anche a fare dei sacrifici o qualcosa di più perché so che qui non posso restare». (e.d.s)