Un anno ai naziskin per il raid al Barattolo

PAVIA. La prima parte del processo per l'assalto al centro sociale «Barattolo» si chiude in camera di consiglio. E si chiude con otto naziskin che patteggiano un anno di reclusione, un altro che patteggia tredici mesi, e due che, con il rito abbreviato, vengono condannati a un anno e sei mesi. La seconda parte si terrà il 4 novembre, a pubblico dibattimento, e vedrà imputati quattro degli assalitori. Per il resto la mattinata scorre tranquilla. Il temuto presidio dei naziskin davanti al Tribunale è costituito, al netto degli indagati, da tre persone. Decine i poliziotti e i carabinieri.
Giudice dell'udienza preliminare è Fabio Lambertucci, pubblico ministero Luisa Rossi. Dopo poco più di un'ora di camera di consiglio, il risultato è il seguente: Marco Rossella, 30 anni, di Pavia, Luca Oriani, 32 anni, Pavia, Mauro Santagostino, 22 anni, Zerbolò, Luca Battista, 24 anni, Vigevano, Omar Tonani, 31 anni, Torrazza Coste, Marco Taglietti, 27 anni, Pavia, Paolo Zivoli, 22 anni, San Martino Siccomario e Luigi Scuro, 21 anni, Garlasco patteggiano un anno di reclusione (pena sospesa) per i reati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, minacce aggravate ed esplosioni pericolose (nei pressi del Barattolo era stata fatta esplodere una bomba-carta per distrarre l'attenzione dei poliziotti ndr). Claudio D'Amore, 19 anni, patteggia 13 mesi per gli stessi reati. Gabriele Gandini, 23 anni, di Mortara e Oscar Burrone, 20 anni, di Garlasco, sempre con le stesse imputazioni, ricorrono al rito abbreviato riportando una condanna a un anno e sei mesi di reclusione, sempre con il beneficio della sospensione condizionale. Per Rossella, Oriani, Santagostino e Battista il giudice dispone il rinvio a giudizio per l'udienza del prossimo 4 novembre relativamente alle accuse di danneggiamento e violenza privata aggravate. Imputazioni che si riferiscono all'assalto portato alla Ford di Mauro Vanetti, coordinatore locale dei giovani comunisti, alla rottura dei cristalli e al tentativo di trascinare fuori la ragazza che era in auto con Vanetti. Per chi ha patteggiato, la vicenda si chiude qui. Per chi ha fatto ricorso all'abbreviato c'è la possibilità del ricorso in Appello. Una strada che è stata preannunciata dagli avvocati Pietro Trivi e e Stefano Bruni, difensori di Oscar Burrone: «Anche perchè - spiega Trivi - lo stesso pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione per mancanza di prove in relazione all'episodio della bomba carta. Ma le prove su questo fatto sono le stesse che sorreggono le altre accuse». L'aspetto giuridico della vicenda si chiude qui. Ma l'udienza preliminare di ieri mattina era attesa con ansia anche per tutto quanto l'aveva preceduta sul versante politico. I naziskin che, bruciando sul tempo la sinistra, avevano chiesto e ottenuto di manifestare davanti al Tribunale. Il comitato unitario antifascista che, appoggiato da tutte le forze del centrosinistra, aveva chiesto in extremis al Questore di ritirare l'autorizzazione. In effetti ieri mattina lo schieramento di forze era notevole, dalla celere in assetto antisommossa ai carabinieri. Tutte le vie del centro storico erano presidiate. Ma alle 9.30, davanti al Tribunale, c'erano gli undici imputati e tre loro conoscenti. Quando è iniziata l'udienza, dunque, la manifestazione dei naziskin aveva numeri piuttosto irrisori. In piazza della Vittoria si è tenuta la manifestazione della sinistra. E il sindaco Andrea Albergati ha dovuto telefonare al Questore, Gianni Calesini, per chiedere che un gruppo di manifestanti fosse autorizzato a «scortare» Mauro Vanetti, cioè la parte offesa, in udienza.