Il 28 marzo 2003, la sera del fattaccio Assalto al Barattolo e scintille con la polizia

PAVIA.L'episodio dal quale scaturi il procedimento penale giunto in udienza preliminare ieri mattina si verificò la sera del 28 marzo 2003. Al centro sociale «Barattolo», in Borgo Ticino, era stato invitato a parlare Saverio Ferrari sul tema delle nuove destre. Gli esponenti del Fronte Veneto Skinheads giunsero in forze in via dei Mille. I poliziotti di guardia chiusero immediatamente il cancello del centro sociale e, stando all'accusa, si presero anche parecchie botte prima che arrivassero rinforzi.
Nel frattempo giunse un'auto guidata da Mauro Vanetti, coordinatore dei giovani comunisti, e con a bordo Martina Hueller. Secondo l'accusa l'auto venne presa a calci, i finestrini infranti e qualcuno prese anche per il collo la ragazza, strattonandola con violenza.
Secondo la versione fornita successivamente dai portavoce del Veneto Fronte Skinheads, il conducente tentò di investire i naziskin. Circostanza che, in ogni caso, non pare trovare riscontro nei verbali di polizia.
Ieri mattina, dunque, undici appartenenti al gruppo che tentò l'assalto sono comparsi innanzi al giudice dell'udienza preliminare. Gabriele Gandini, difeso dall'avvocato Marino, e Oscar Burrone, assistito dagli avvocati Stefano Bruni e Pietro Trivi, hanno chiesto che nei loro confronti si proceda con il rito abbreviato. Patteggiamento per tutti gli altri: D'Amore (avvocato Fiorella Bertoli), Tondini, Rossella, Battista, Oriani, Zivoli, D'Agostino e Scuro (avvocati Botticini di Brescia, Bussinello di Verona e Tiziana Brizzi) e Taglietti (avvocato Guarnaschelli). Mauro Vanetti si è costituito parte civile con l'avvocato Franco Bruno, mentre gli interessi di Martina Hueller sono tutelati dall'avvocato Umberto Ferrari. Per tutti gli indagati valgono le accuse di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, minacce aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose. Nei confronti di Rossella, Oriani, Santagostino, D'Amore e Battista è stata contestata anche la violenza privata aggravata, anche se la querela è stata rimessa nei confronti di D'Amore che ha risarcito il danno provocato alla cittadina austriaca. Tra le parti offese, poi, figuravano anche due agenti di polizia che, in occasione dell'assalto, rimasero leggermente feriti per garantire la sicurezza alle persone che si trovavano all'interno del centro sociale di via dei Mille. (f.m.)