ARCHIVIO la Provincia Pavese dal 2003

Vigevano importa prostituzione dall’Est


 VIGEVANO. Abusi, violenze e miseria: il “vissuto” delle ragazze che arrivano in Italia a prostituirsi. Il dato emerge, una volta di più, dalla relazione 2003 della Lule, associazione che da anni si occupa della prostituzione di strada. Fra l’altro, il bilancio segnala la Romania come il nuovo serbatoio per il reclutamento delle lucciole. Oltre che meta molto gettonata dai clienti in trasferta oltreconfine.
 Le “lucciole” in Lomellina. I dati parziali della Lule, riferiti al primo semestre 2003, segnalavano che in Lomellina le ragazze in strada erano una quindicina di sera, e una ventina “diurne”. La maggioranza provenienti dall’Est europeo: a seguire nigeriane e albanesi, che lavorano soprattutto di giorno. La relazione annuale 2003 della Lule, riguardo alla Lomellina, ribadisce che «la zona è sempre più caratterizzata dalla presenza, specialmente notturna, delle ragazze dell’Est Europa, che stanno sostituendo prostitute di altre etnìe». Sempre meno significativa, invece, la presenza di nigeriane.
 Sfruttate e aggredite. Le albanesi, in particolare, appartengono a un racket «molto attivo in Lomellina, anche nel gestire lo sfruttamento delle donne dell’Est Europa». Spesso il racket pianifica matrimoni con italiani fiancheggiatori, «per rendere meno vulnerabili ai controlli le ragazze più strettamente legate al racket stesso, anche con funzione di controllo su altre ragazze». Inoltre, la Lomellina è una delle aree dove più spesso vengono segnalate aggressioni a prostitute.
 Il racket rumeno. Gran parte delle ragazze censite dalla Lule - che opera nella zona Sud est del Milanese, in provincia di Pavia e di Bergamo - è comunque controllata da organizzazioni «che gestiscono la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale». Megli ultimi mesi del 2003, «è stata rilevata una forte attività di riassestamento dei clan criminali».
 In alcune zone, il racket albanese è stato soppiantato da gruppi di etnìa rumena. «C’è in strada una maggior presenza di protettori, ciò che crea uleteriori tensioni alle ragazze». La Lule ha attuato una campagna di sensibilizzazione proprio in Romania, anche in scuole e orfanotrofi, oltre che nelle zone più povere, predilette dai trafficanti per il reclutamento.
 Vite “a perdere”. La maggior parte delle ragazze portate in Italia a prostituirsi ha alle spalle storie di abusi, violenza e miseria. Vive le condizioni di prostituta «come una fase transitoria della propria vita. La risposta a uno stato di estrema necessità». Quando arrivano, molte sanno di doversi prostituire. Ma non immaginano in quali condizioni. Nessuna si aspetta la pesante situazione di sfruttamento nella quale verrà mantenuta. Vivono una vita «molto degradata, sotto il profilo abitativo, alimentare, relazionale culturale, isolate dal resto della società».
 Prostitute in aumento. Il bilancio 2003 della Lule indica che il numero complessivo di presenze, sulle zone monitorate, è in aumento di quasi il 12 per cento rispetto al 2002. Si contano in totale 495 prostitute, mentre il censimento 2002 indicava 457 presenze. Soprattutto, è in crescita l’arrivo di ragazze dall’Est Europa, specie da Moldavia, Russia e Romania.
 Da notare: la metà delle ragazze Est europee ha dichiara di aver lasciato un figlio in patria. Un quarto dice di abitare a Vigevano e immediati dintorni. Ugualmente in crescita, anche se meno intensamente, anche l’arrivo di ragazze albanesi, con un’inversione di tendenza rispetto al biennio precedente.
- Anna Mangiarotti