29 febbraio 2004 —
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sezione:
Cronaca
VERNATE. La Yomo di Pasturago di Vernate (lo storico marchio nellindustria casearia mondiale dei fratelli Marco e Leonardo Vesely, eredi di Leo Vesely, luomo che settantanni fa inventò lo yogurt) è ormai «allangolo». La crisi dellazienda, che circa dieci anni fa era stata solo ventilata e che pian piano invece è andata palesandosi, giovedì è stata messa sul tavolo durante lassemblea convocata in azienda dai sindacati. Giorni difficili dunque per i 350 dipendenti dellazienda di Vernate. E non ci sono a rischio solo i posti dello stabilimento di Pasturago di Vernate.
Altri 700 lavoratori sono impiegati nel gruppo Yomo; di cui fanno parte la Leo Marven System e i caseifici Merlo e Pettinicchio. Per tutti questi dipendenti il futuro è incerto. E lunica ancora di salvezza oggi, davanti allo spettro del fallimento dellazienda, pare essere proprio la vendita dello storico marchio.
Venerdì sera la giunta comunale di Vernate (il sindaco Antonio Moroni, il vicesindaco Carlo Rapetti e gli assessori Giorgio Petriccioli, al lavoro, e Mariangela Moltini, ai servizi sociali) ha fatto il punto della situazione. «Il Comune si è attivato insieme con la proprietà dellazienda e i sindacati per seguire levolversi della situazione già dallottobre del 2002». La situazione però non è cambiata da allora e le cose sono andate sempre peggio. Non ha dato i risultati sperati dunque il ricambio dirigenziale dell amministratore delegato e neppure il piano di rilancio industriale predisposto dallazienda. Oggi bisogna fare i conti con la cassa integrazione straordinaria per 70 dipendenti e ordinaria per circa 200 lavoratori (che sarà di 13 settimane) e, nel prossimo futuro (nel mese di settembre), con la mobilità. In pratica, allo stabilimento di Pasturago di Vernate, si lavora a singhiozzo con una media di tre giorni alla settimana.
«Le cause secondo lazienda sono la mancanza di fondi. Le banche non sarebbe più disposte a rinnovare i fidi e i produttori a concedere credito», hanno detto gli amministratori. Ed i bilanci hanno i conti in rosso. «Le perdite sono stimate intorno ai 10 milioni di euro allanno, inoltre la Yomo è esposta di 80 milioni verso fornitori e altri istituti di credito (35 milioni di euro verso Banca Intesa)», ha spiegato il sindaco Moroni. «Lindebitamento dellazienda si aggira intorno al 50 %: non credo sia indice di una grossa sofferenza, però lazienda è allangolo proprio perché non riceve più finanziamenti», ha detto Moroni. «In poche parole è la stessa proprietà che non riesce ad investire nellazienda». Possibili errori di gestione e una concorrenza sempre più agguerrita hanno fatto il resto in questi anni. Sulla Yomo hanno già messo gli occhi almeno cinque grandi colossi industriali (italiani e stranieri) e qualche finanziaria. Ci sarà però ancora da chiarire se la vendita avverrà in forma maggioritaria o minoritaria; cioè se i fratelli Vesely rimarranno o no allinterno della società, magari con qualche quota, o se decideranno invece di cedere tutto. Loro non hanno mai nascosto di volersi impegnare in prima persona perché considerano lazienda un patrimonio di famiglia. Probabilmente i grandi gruppi industriali, possibili acquirenti della Yomo, punteranno invece ad una acquisizione totale dellazienda. Ed è quello che si auspicano anche i sindacati e il Comune di Vernate. «Noi, prima di tutto, ci auspichiamo che la Yomo venga rilevata da unazienda produttrice e non da una finanziaria», dicono in municipio. Gli amministratori, alla luce di quanto avvenuto alla Yomo in questi anni, vogliono guardare più in là «perché la stessa vendita della Yomo non sarà esente da rischi». «Per questo motivo vorremmo parlare con gli eventuali nuovi acquirenti per confrontarci e capire le loro intenzioni perché per noi la Yomo rimane lazienda più importante che cè sul territorio», ha detto in modo chiaro il primo cittadino di Vernate. Due date nel mese di marzo saranno decisive per il futuro dellazienda: il 10, quando verranno depositate le offerte, e il 30, il giorno in cui, ad asta conclusa, verrà presa una decisione. L 8 marzo i sindacati avranno un incontro per studiare le iniziative di lotta e il 15 marzo, con gli altri lavoratori del gruppo, si mobiliteranno. Venerdì il Comune si è già attivato, attraverso i canali istituzionali, interessando organi provinciali e regionali con lettere e richieste di intervento. Ed è già arrivata una prima risposta: la Regione ha assicurato la sua collaborazione tramite lAgenzia del Lavoro. «Non aspetteremo certo la fine di marzo quando i giochi saranno ormai fatti, ma vogliamo esserci al tavolo delle trattative per capire cosa si andrà a fare», spiegano in Comune. «E chi lavrebbe mai detto che lazienda leader nel settore dello yogurt, avrebbe fatto questa fine», commentano gli amministratori. «Lazienda deve rimanere italiana e restare a Vernate»: è lauspicio di tutta la giunta.
Alessandro Zaino