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«I distributori? Sono sicuri»

 PAVIA. Per contaminare l’acqua minerale occorre intervenire dopo che la bottiglietta è uscita dal distributore automatico. E’ questo il parere (anzi, la quasi certezza) di Claudio Vitali, direttore generale della ditta «L’automatica», una delle principali aziende che si occupano di apparecchi per la distribuzione di caffè e bevande. Oppure intervenire nella «catena» di distribuzione tra magazzino e rivenditore.
 «Ho la certezza quasi matematica che un distributore automatico non possa erogare una bottiglietta bucata. - spiega Vitali - Innanzi tutto devo dire che noi ci serviamo di un canale di vendita per così dire “privilegiato”. Nel senso che ci approvvigioniamo direttamente alle ditte produttrici, senza passaggi intermedi. Gli stock di bottigliette vengono prelevati dai magazzini delle ditte che li producono, caricati a bordo di un camion e scaricati nel nostro magazzino. Ma perchè dico che è quasi impossibile che un distributore fornisca una bottiglietta bucata? Per il semplice fatto che l’acqua minerale, sia essa gasata o naturale, è sotto pressione. Se ci fate caso, la bottiglietta prima di essere stappata è dura. Questo perchè, al suo interno, contiene un particolare gas. Tale procedimento viene adottato perchè in molti dei distributori le bottigliette vengono incolonnate in verticale. Di conseguenza se una di esse non avesse la stessa consistenza delle altre, verrebbe schiacciata. Se fosse bucata, il mio operatore se ne accorgerebbe al tatto. Inoltre c’è una bottiglietta non più sotto pressione non potrebb uscire dal distributore. E questo perchè il meccanismo di erogazione è “tarato” sulle dimensioni di quel determinato contenitore. Addirittura, laddove ad esempio si cambi la marca dell’acqua e quindi la forma della bottiglia, occorre intervenire su questo meccanismo per riprogrammarlo e adattarlo alla nuova forma. L’unica possibilità per evitare l’inceppamento della macchina risiede in quei distributori che dispensano l’acqua con un meccanismo a spirale o a dischi e nei quali, dunque, i contenitori non sono impilati verticalmente. In questi casi, però, generalmente le confezioni vengono sistemate con l’apertura verso il basso, per cui ci si dovrebbe rendere conto del gocciolamento».
 Vitali è sicuro delle sue parole: «Noi abbiamo avuto un caso di contaminazione all’ospedale di Gallarate, servito dalle nostre macchine. Ma i carabinieri hanno accertato che l’infermiera intossicata aveva prelevato la bottiglietta dal distributore automatico e, prima di bere, l’aveva lasciata incustodita per qualche minuto in un locale dello stesso ospedale».