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Autobomba del ’93 a Milano Ergastolo ai fratelli Formoso

  MILANO. Giovanni e Tommaso Formoso sono stati condannati all’ergastolo, ieri, nel processo stralcio a Milano per l’autobomba, esplosa il 27 luglio 1993 in via Palestro, davanti al Pac, e che provocò 5 morti e parecchi feriti. Lo hanno deciso i giudici della prima Corte d’Assise, presieduti da Luigi Martino, che hanno condannato Giovanni Formoso anche per le autobombe esplose nella stessa notte a Roma, a San Giovanni Laterano e nella chiesa del Velabro. La corte ha accolto le richieste del pm Luisa Zanetti. Le accuse sono di strage, detenzione e porto di esplosivo in luogo pubblico e altri reati satellite.
 Alla lettura della sentenza, la moglie e la figlia di Tommaso Formoso, presenti in aula, hanno gridato siete pazzi, la giustizia non esiste!». Il processo milanese è uno stralcio di quello che si è celebrato a Firenze, e per il quale la Cassazione ha reso definitive quindici condanne all’ergastolo per le autobombe del ’93 a Toto’ Riina, Leoluca Bagarella, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, i boss latitanti Provenzano, Matteo Messina Denaro, che insieme al pentito Giovanni Brusca (20 anni di reclusione) erano stati, secondo l’accusa, promotori e organizzatori a vario titolo della campagna di terrorismo di 10 anni fa.

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