«Casati, l'artista e scultore»

A mbrogio Casati nasce a Voghera il 27 dicembre 1897. Dal padre, dilettante pittore e animatore del milieu artistico cittadino di fine Ottocento, riceve la passione per l'arte. Conseguito il diploma di maturità classica, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo una lunga parentesi al fronte (1917-1920) ottiene
il diploma del corso di scultura e nel 1922 e per qualche anno insegna al liceo classico di Voghera. Dal 1928 al 1932 soggiorna a Parigi ed entra in contatto col suo mondo artistico. Con la 'capitale della modernità" intratterrà rapporti per tutta la vita.
La sua storia privata e professionale sarà segnata anche dalla lunga parentesi libica: li era stato inviato nel 1937 col grado di capitano e li sarebbe rimasto fino al 1942. La sua fu una complessa personalità e la perfetta definizione coniata per riassumerla fu quella di «artiste sculpteur».
Morirà a Pavia la notte del 19 luglio 1977.
Al ricordo di Ambrogio Casati e di molti altri importanti artisti locali la città di Voghera ha organizzato un paio di anni fa una bella mostra dal titolo 'Futurismo e futurismo pavese". Lo scopo dichiarato era quello di riprendere le fila di un dibattito culturale avviato da una precedente rassegna espositiva dedicata al futurismo, quella del 1984, curata da Susanna Zatti e Rossana Bossaglia, cui aveva fatto seguito la rassegna del 1994 a Voghera.
Casati, che all'epoca aveva partecipato al primo congresso futurista di Milano con una relazione sul teatro totalitario, «capace di riunire in sè tutte le forme creative», era stato ricordato a quell'ultimsa mostra vogherese attraverso tre sue opere, atte a testimoniare il suo indubbio interesse verso le successive evoluzioni del futurismo, ovvero verso il cubismo e il surrealismo.
Quanto a Marinetti, padre del futurismo, val la pena di ricordare che era figlio di un avvocato di Pontecurone e che a sua volta mantenne legami con la zona dell'Oltrepo, arrivando ad acquistare una casa a Godiasco che gli servi, a lungo, da buen retiro.