Minacce di morte a un forestale

di Daniela DeriuwTORRALBALa carcassa di un cinghiale e un messaggio intimidatorio affisso - certamente non per caso - sul cartello stradale (che segnala l'ingresso di Torralba) già "martoriato" dalle scariche di pallettoni. "Ispettore Zanza, cane bastardo farai questa fine". Un messaggio agghiacciante accompagnato da una croce che non lascia spazio a equivoci. A rendere ancora più crudele la minaccia rivolta all'ispettore che presta servizio nella stazione forestale di Bonorva, un cinghiale morto, appeso per la testa e lasciato a penzoloni. Una scoperta decisamente macabra che ha scosso prima di tutto il diretto interessato, persona molto stimata da colleghi e amici, ma anche la comunità di Torralba, il piccolo paese del Meilogu dove non si è soliti assistere a episodi di questo tipo. A denunciare l'accaduto è stato il sindaco del paese, Vincenzo Dore. Il primo cittadino dopo aver ricevuto la notizia ha immediatamente avvisato i carabinieri che, insieme agli stessi forestali, hanno avviato le indagini per scoprire l'autore dell'intimidazione. «Non abbiamo nessuna idea di quale sia il movente - ha dichiarato il sindaco Dore - E non immagino che possa essere qualcuno della zona. Ma naturalmente spetterà ai carabinieri fare i dovuti accertamenti». Colpito da questo atto intimidatorio l'intero corpo forestale, in particolare quello di Bonorva, specializzato nella difesa del patrimonio agro-forestale, nella tutela dell'ambiente e del paesaggio e nel controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare. Ma l'impegno del personale interessa anche i servizi di ordine e sicurezza pubblica, nonché il controllo del territorio, con particolare riferimento alle aree rurali e montane. Alla stazione forestale di Bonorva, di cui fa parte Zanza, è affidata la tutela di un ambito operativo che comprende più territori comunali: oltre a Bonorva ci sono anche i comuni di Cossoine, Giave, Mara, Padria, Pozzomaggiore, Semestene. Probabilmente le attività di repressione e contrasto di attività illecite non deve essere piaciuta a qualcuno che ha pensato bene di provare a intimidire chi ogni giorno lavora con onestà per la tutela e il rispetto dell'ambiente.