L'omaggio a Santa Maria riempie Bosa di turisti

di Alessandro FarinawBOSALa festa in onore di Santa Maria Stella Maris si conferma, per presenza di fedeli e visitatori, uno degli appuntamenti di maggiore richiamo, anche turistico, della città del Temo. Una grande folla ha assistito dalle sponde del fiume e dai ponti, tra Bosa e Bosa Marina, alle due processioni fluviali ed ai suggestivi momenti dello sbarco dell'effige della Madonna col Bambino dalla barca del priore, la Penelope. In particolare la processione serale è una delle più partecipate anche per numero di natanti dei pescatori e dei diportisti che vi partecipano. Festa per i pescatori di Bosa, per la parrocchia di Bosa Marina che ospita la statua originale ritrovata nel 1675 sul litorale di Bosa, per l'associazione Santa Maria Stella Maris e per l'intera comunità, che si chiude con i tradizionali fuochi artificiali che illuminano la baia dell'isola Rossa. «Quest'anno abbiamo potenziato i servizi con l'apertura di due nuovi punti per il parcheggio, uno all'ingresso di Bosa Marina e l'altro nel vecchio campetto di calcio vicino alle Colonie» rimarca l'assessore al Turismo Alessandro Campus. Che pensa già al prossimo anno, «Quando avremo certamente più tempo per programmare, insieme agli enti che curano i festeggiamenti, degli eventi che rilancino ulteriormente questo appuntamento di fede, tradizione e indubbiamente di grande promozione turistica per Bosa» rimarca l'amministratore. Il Centro comunale di Protezione civile aperto dal sindaco Piero Franco Casula già da venerdì, ha seguito invece tutta la fase relativa a sicurezza e assistenza, altro aspetto da non sottovalutare. Mobilitati Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia costiera, Vigili urbani, Barracelli di Bosa ed i volontari, oltre quaranta, del omitato della Croce Rossa. Ente che ha schierato 4 ambulanze, un'automedica, l' idroambulanza e il gommone di appoggio sul fiume e diversi punti di primo soccorso. di Giusy FerreliwVILLAGRANDE STRISAILIC'è voluta un'azione di pignoramento verso terzi e una sentenza del tribunale di Lanusei perché dodici guide archeologiche, da oltre due anni senza stipendio, vedessero almeno dieci della tante mensilità arretrate. La svolta è arrivata nei giorni scorsi quando il Comune di Villagrande, ente capofila nel progetto d gestione dei complessi nuragici di S'arcu e is Forros, S'ortali e su monte e Scerì, dando seguito al provvedimento del giudice che risale al 25 giugno, ha liquidato le mensilità che vanno dal marzo al dicembre 2017. Il neo sindaco Alessio Seoni ha sbloccato le risorse regionali che giacevano nella casse comunali da oltre un anno e pagato direttamente i dipendenti dell'Irei, impresa che si occupa della valorizzazione dei siti archeologici di Villagrande, Ilbono e Tortolì per conto della Regione, incappata in una durissima controversia con la precedente amministrazione. «La situazione è stata sbloccata. Seoni dopo solo un mese ha liquidato le mensilità garantendo il diritto dei lavoratori alla retribuzione» dice, sollevata, l'avvocato Tania Dessì che ha assistito parte dei dodici dipendenti mentre gli altri si sono rivolti alla Cgil. «La valorizzazione dei nostri beni culturali - commenta il sindaco fresco di elezione - è punto fondamentale del nostro programma: è impensabile che io abbia un obiettivo cosi ambizioso e non riesca ad affrontarlo perché ci sono dei problemi gestionali così come è inaccettabile che ci siano lavoratori con 35 mensilità arretrate». L'amministratore promette il massimo impegno per superare il problema gestionale.«Risolto questo aspetto, da oggi ragioneremo su quale sia la gestione migliore per valorizzare il nostro patrimonio culturale» sostiene Seoni, nuovo protagonista di una vicenda lunghissima e controversa, caratterizzata da errori nella tracciabilità dei fondi, cambi societari, richieste di pareri legali, tentativi di mediazione della Prefettura di Nuoro e in ultimo un'inchiesta della Procura di Lanusei. La vertenza, nonostante gli impegni pubblici era rimasta a lungo in stallo. A febbraio era stato Sandro Fronteddu, segretario provinciale Cgil della Funzione pubblica, a intervenire a tutela delle guide. Il sindacalista aveva chiesto all'ente capofila del progetto regionale di gestione associata che negli anni novanta aveva affidato il servizio alla società, di procedere senza ulteriori indugi al pagamento delle mensilità in virtù del potere sostitutivo previsto dalla legge, senza avere risultati. E nonostante tutto le archeoguide non hanno mai fatto mancare la loro presenza nei siti dei tre comuni. Anzi hanno continuato a lavorare con un senso di responsabilità non comune.