Gli operatori: «Ora i turisti scappano»

di Lamberto CuguddawTORTOLÌL'Ogliastra continua a essere martoriata dalle fiamme. Ieri pomeriggio un nuovo incendio ha minacciato le campagne di Ilbono, ai confini con il territorio di Loceri. E anche la pazienza dei turisti sembra agli sgoccioli. Dopo il Comune di Tortolì, il sindaco di Bari Sardo, Ivan Mameli, annuncia che oggi verrà deliberata la richiesta di stato di calamità naturale. In seguito al grande incendio (180 ettari distrutti) che lunedì ha lambito diverse abitazioni e il Resort Baia Cea, nelle vicinanze dell'omonima baia, ha scritto una lettera ai vertici della giunta regionale. L'oggetto colpisce subito: «Aspettare passivamente di morire annegati: richiesta urgente di intervento e finanziamento opere». E precisa che «ieri, lunedì 15, è stato un vero e proprio miracolo se a Bari Sardo non è successa una strage; credo sia arrivato il momento di affrontare il problema sicurezza con la massima serietà e operatività che il caso impone». Dopo i grossi incendi che ha portato panico e distruzione nel litorale di Orrì - sabato, con 800 ettari divorati, e camping, abitazioni e spiagge fatte evacuare - , e quello di lunedì nella zona di Cea, con circa 180 ettari andati a fuoco e nuove evacuazioni, ieri pomeriggio, è stata la volta della zona di "Parendaddai", nel territorio comunale di Ilbono (a pochi chilometri dal nuraghe Scerì) ai confini con quello di Loceri. «Alle 16 - afferma il sindaco ilbonese Andrea Piroddi - sono stato avvisato dalla Protezione civile di questo incendio dove, oltre alla squadre a terra, ha operato un elicottero. Per fortuna, nonostante il forte vento di maestrale, mi hanno comunicato che è stato spento intorno alle 18.30. Non so ancora quanti ettari abbia bruciato». Sabato sera, a Orrì, una costruzione in legno della famiglia del primo cittadino ilbonese è stata divorata dalle fiamme. Ma i continui incendi e le evacuazioni di strutture ricettive, abitazioni private e spiagge, stanno creando un grosso danno all'immagine turistica dell'Ogliastra. A sostenerlo con forza è Rocco Meloni, titolare, con il figlio, del Resort Baia Cea, che è stato sfiorato dalle fiamme lunedì pomeriggio. «Una quindicina di vacanzieri provenienti dall'Ungheria, che per il terzo anno soggiornavano nella nostra struttura - afferma Meloni, da anni presidente del Consorzio turistico Sardegna Costa Est - dopo essere stati fatti evacuare lunedì pomeriggio a causa del grande muro di fuoco che stava per raggiungere il Resort, mi hanno fatto sapere che non torneranno mai più. Mi hanno anche detto che sarebbe stato giusto avvertirli che l'Ogliastra è una zona molto pericolosa a causa degli incendi. Sono rimasto di ghiaccio, ma se credono questo un motivo ci deve pur essere. E pensandoci bene, sono convinto che questi turisti dell'Est europeo non abbiano tutti i torti. Vedersi circondati dalle fiamme non è una bella cosa».Detto questo, l'imprenditore turistico continua puntare il dito sulla necessità che un Canadair venga dislocato nell'aeroporto di Tortolì, chiuso ininterrottamente da tanti anni. «Molti vacanzieri - fa rilevare Rocco Meloni - quando prenotano, mi chiedono anche se vi è la possibilità, in caso di spiacevole necessità, di potere raggiungere centri specialistici medici nelle città. E anche in questo caso, l'aeroporto servirebbe per tali necessità».