Sgarbi, il Mandrolisai "by night"

di Giovanni MeliswARITZO«Professore, avrei il piacere di invitarla ad Aritzo. Di recente abbiamo inaugurato un museo dedicato al nostro pittore più famoso, il maestro Antonio Mura. Saremo onorati se lo visitasse e se ci desse disponibilità per un incontro tematico». «Sindaco la ringrazio molto, guardi, appena terminiamo qua a Nuoro sarò da voi».Frasi scambiate a margine della presentazione de gli Orti di Grazia, mostra evento dell'artista Giuseppe Carta a Nuoro. Protagonisti del dialogo il vulcanico Vittorio Sgarbi e il pacato Gualtiero Mameli, noto esperto d'arte il primo e sindaco di Aritzo, il secondo. Galeotta fu la grande mostra dell'artista di Banari nel capoluogo, lo scambio di battute fugaci, favorite dal presidente dell'Isre Peppino Pirisi e dal giornalista Guido Garau, anche egli aritzese. Due parole che valevano più di una promessa. Perché a mezzanotte e dintorni, dopo una fugace visita ad Atzara, dal presidente della comunità Montana Alessandro Corona, Vittorio Sgarbi imboccava la strada verso Belvì e quindi Aritzo.«A un certo punto della serata - dice Mameli - il mio telefono è diventato rovente. Prima una chiamata di Guido Garau, poi quella di Corona e ho realizzato che un ospite di riguardo stava arrivando in paese. Ho contattato Aldo Loi, Antonello Todde, Maria Bonaria Selenu e altri amici e lo abbiamo accolto». Sgarbi ha voluto girare Aritzo by night, soffermandosi a guardare i murales, le bellezze del centro storico e poi la collezione Mura, che ha trovato una casa grazie all'impegno del Comune.L'allestimento è stato realizzato grazie ad un impegno collettivo, che ha visto in prima fila la curatrice Simona Campus, l'architetto Fabrizio Felici, il perito edile Vincenzo Melis, l'operatrice culturale Katerina Nastopoulou e un gruppo di persone della società civile aritzese e non solo. Vittorio Sgarbi ha ricordato come la Sardegna custodisca "capolavori inestimabili" di cui non si parla mai abbastanza, dialogando con gli amministratori sull'importanza della divulgazione in materia di arte, per far crescere "una costante passione civica verso la tutela del patrimonio artistico, architettonico e tradizionale" e lodando il loro impegno in tal senso. La visita si è conclusa al bar Daga per un aperitivo di arrivederci, durante il quale il critico d'arte ha sfidato il primo cittadino ad una partita di calciobalilla. «Eventi come questi - ha detto Mameli - per come sono maturati, hanno rappresentato una felice parentesi che speriamo di ripetere in una occasione ufficiale. L'arrivo di Sgarbi e le sue parole sulla necessità di "fare cultura" ci trovano interessati e attendiamo il suo ritorno per proseguire il discorso».Entusiasta anche Alessandro Corona, che ha parlato «di un estemporaneo canestro a fil di sirena del sindaco Mameli. Avere un ospite di questo riguardo nel nostro territorio e soprattutto aprire un discorso sulla divulgazione e sui poli museali è aria fresca in un periodo in cui fare cultura è sempre più difficile».