La mostra di Carta inaugurata da Sgarbi

NUORO Un peperoncino di dieci metri d'altezza - immagine al contempo tradizionale e pop, carica di simbolismi - emerge dal piazzale del Museo del costume e si innalza nel cielo di Nuoro. La sua superficie rossa è un inno alla vita, principio di ogni rinascita e dunque di qualsiasi germinazione. È così, all'insegna della meraviglia, che ha preso il via il percorso che conduce alla mostra "Giuseppe Carta - Orti di Grazia", ampia antologica dell'autore di Banari che raccoglie circa cento ottanta opere, tra sculture monumentali e non - in bronzo, marmo, alluminio e resina - e oli su tela. È un percorso complesso, che si snoda nelle sale del villaggio museale dell'Etnografico, inserendosi nell'esposizione già esistente per arricchirla, attualizzandola. Un nuovo evento promosso e fortemente voluto dall'Isre.«La mostra è il frutto del lavoro di un artista che io conosco da anni», ha detto il critico d'arte Vittorio Sgarbi, inaugurando ieri l'evento. «Carta- ha aggiunto Sgarbi - è uscito dal limite della figurazione ed è andato espandendosi con i suoi frutti con un'invenzione pop che ricorda Claes Thure Oldenburg ed è diventato l'artista scelto da Farinetti come emblema di Eataly. Questo fatto porta lui e la Sardegna in scenari non soltanto italiani e scatena energie nuove per l'umanità, conciliando in un museo della memoria la squillante modernità di questi enormi frutti, nel rispetto dei prodotti della terra».