«È un derby-festa, ma voglio vincerlo»

Un altro piccolo passo per il Sassari Latte Dolce che domenica ha pareggiato in casa contro il Latina, un avversario forte e ambizioso. E' stato un match dalle tante occasioni giocato senza timore. Un punto, che fa classifica e morale in attesa di un'altra gara casalinga, domenica, alle ore 14,30, contro il al Flaminia. L'obiettivo è vincere ma, soprattutto, convincersi che il progetto, la rosa, le qualità ci sono. Un passo alla volta, una partita alla volta ma in crescita, necessaria e costante. Giuseppe Daga fa il punto della situazione in casa Sassari Latte Dolce in vista della sfida al Flaminia.Il match di domenica? «È stata una partita giocata alla pari. Abbiamo affrontato una squadra che punta dritta al salto di categoria. Sia noi che loro abbiamo avuto delle grandi occasioni per passare in vantaggio e tutto sommato è stata una partita molto equilibrata sia dal punto difensivo che offensivo».Al Sassari manca ancora il gol ma il trend è cambiato. «A parer mio l'atteggiamento è sempre stato lo stesso, domenica scorsa e in ogni singola partita disputata dall'inizio di questo campionato. Ma non è bastato. Certo la sfortuna ci ha messo del suo, ma non cerco né cerchiamo alibi, non lo abbiamo mai fatto. Abbiamo interrotto la striscia di sconfitte, è evidente che dobbiamo ancora migliorare dal punto di vista realizzativo e sotto l'aspetto difensivo. Lavoriamo per questo». Cosa manca per far quadrare il cerchio? «Non posso essere esplicito come vorrei. Dobbiamo essere ancora più cattivi a livello agonistico, dobbiamo essere pronti ad affrontare al massimo ogni battaglia che ci propone il calendario. Abbiamo già queste caratteristiche, ma dobbiamo esprimerle all'ennesima potenza». A otto giornate dal via la classifica é ancora cortissima. «Ogni partita è dura e fa storia a sé, ci sono molte squadre ben organizzate e se entri in campo con la mentalità sbagliata, anche solo per cinque minuti, perdi le partite. È sicuramente un campionato molto equilibrato per questo bisogna concentrarsi sul presente facendo un passo alla volta con il massimo dell'impegno».di Paolo MuggianuwARZACHENAMancano due giorni allo storico primo derby tra i professionisti fra Arzachena e Olbia, che si giocherà alle 20.30 allo stadio Bruno Nespoli di Olbia, per l'occasione campo di casa dell'Arzachena.E' notizia di ieri sera l'acquisto, da parte smeraldina, del centrocampista Fabio Varricchio, classe 1995, ex Robur Siena. Si sta già allenando con i nuovi compagni e potrebbe essere tra i titolari domenica viste le sicure assenze di capitan Bonacquisti, infortunato, e Casini, squalificato.Il presidente dell'Arzachena o Menio Fiorini commenta così lo stato d'animo che sta portando il suo gruppo alla sfida con i cugini in maglia bianca, la prima volta in serie C. Presidente, quattro anni fa quando è stato eletto presidente dell'Arzachena, si sarebbe aspettato che avrebbe vissuto questo derby?«Neanche per sogno. Noi stavamo nella nostra dimensione, in serie D da oltre un decennio, mentre l'Olbia ambiva a palcoscenici più importanti, quelli che per la sua storia il club merita. Pian piano abbiamo costruito un miracolo che ci ha portato in questa stagione a disputare la terza serie».Un derby da giocare in casa, ma nel campo avversario. In queste prime dieci giornate di campionato avete giocato praticamente sempre in trasferta, visto che le gare interne sono al Nespoli di Olbia. E' l'unico neo di una stagione sin qui positiva?«In queste stagioni abbiamo sempre affermato che il Biagio Pirina era il nostro fortino, nel quale abbiamo costruito i successi della squadra. Purtroppo per i lavori di adeguamento della struttura alle norme della serie C, abbiamo iniziato questa stagione giocando le gare interne a Olbia e per questo devo pubblicamente ringraziare la società del presidente Marino che ci ha concesso di giocare sul loro terreno di gioco le nostre partite interne».Che derby sarà?«Conosciamo benissimo il valore dell'avversario, che ha una rosa importante, ma sinora noi abbiamo giocato alla pari con tutti. Faremo lo stesso domenica cercando di riprendere quanto abbiamo perso domenica scorsa quando siamo usciti sconfitti dal terreno di gioco di Carrara. Mi auguro che sia una giornata di sport, lo stadio deve essere completamente pieno e spero tanto che ci sia tanto biancoverde, sarebbe un bel segnale da parte degli arzachenesi. Spero che si presentino numerosi a questa partita, sentita da entrambe le parti».La sua squadra a inizio stagione veniva indicata dagli addetti ai lavori come prima candidata al ruolo di materasso del girone, e invece sono arrivati tredici punti in dieci gare. Si aspettava questo inizio di campionato? Qual è il segreto di questo momento positivo?«Sinora nessuno ci ha messo veramente sotto, quando abbiamo perso lo abbiamo fatto uscendo dal terreno di gioco a testa altissima tra gli applausi del pubblico avversario. È successo a Siena, a Pisa e a Carrara, segno questo che questa squadra ha le potenzialità di ben comportarsi al cospetto di avversarie anche dal passato importante, e in stadi che hanno visto anche la serie A. Il segreto di questo inizio di stagione è sicuramente da ricercare nel gruppo. Nonostante ci siano tante facce nuove, chi è arrivato in questa estate si è subito ambientato con chi è rimasto dall'anno scorso, formando un giusto mix di esperienza e gioventù».