Scoperto il bluff della chimica verde ci resta solo l’inquinamento

Bene abbiamo fatto a chiamarci No ChimicaVerde/No Inceneritore e male fa ammetterlo ma avevamo ragione sia sulla chimica verde che sull'inceneritore. Che questo progetto fosse un'idea balzana, cancerogena e fallimentare, lo abbiamo detto all'indomani del Protocollo d'intesa siglato a Roma nel maggio 2011. La farsa Matrica e quello che conteneva: 1.200 milioni di euro richiesti dall'Eni per produrre anche 200 posti di lavoro e qualche migliaio di cancri, 60 milioni di euro dati dalla Regione per incentivare la ricerca sul cardo, altri17 milioni dati dall'Ue. Sono serviti solo all'Eni per continuare a evitare le bonifiche. E ora a pochi giorni dal processo della darsena più inquinata d'Europa, Eni tenta di liberarsi pure di Versalis, facendoci assistere alla solita pantomima dell'eventuale compratore, illudendo qualche sindaco, magari sindacalista e pure operaio, sopravissuto non si sa come a 50 anni di veleni, che il futuro è nella chimica. La chimica verde non é mai esistita nei programmi dell'Eni, cardi, mater-bio, tutta propaganda per i beoti, il vero progetto, di verde e di bio, non aveva neanche il nome. L'Eni sta solo spezzando le proprie responsabilità, grazie a una normativa ambientale farraginosa, confonde le acque, perché Sindyal, Versalis, Matrica sono in realtà la stessa cosa. E lo dimostra il fatto che la centrale termoelettrica di Versalis, é la stessa che avrebbe dovuto alimentare la centrale a biomasse di Matrica, prima a Fok, derivato della lavorazione dell'etilene, residuo tossico e altamente cancerogeno contro il quale anche i nostri amministratori si sono battuti, ottenendo alla fine che fosse alimentata solo a Gpl. Gli stessi che alle nostre spalle e lo stesso giorno, il 17 gennaio del 2014 mentre obbligavano Matrica all'uso esclusivo del Gpl per la centrale termoelettrica, rinominata in questo caso "caldaia di riserva", davano parere favorevole al rilascio di un'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) concessa dal ministero dell'Ambiente che permette alla Versalis di bruciare 50.000 tonnellate di Fok e 90.000 di Btz l'anno per 7 anni, nella centrale termoelettrica. Ora, che la chiamino caldaia di riserva per Matrica o centrale termoelettrica per Versalis, il punto non cambia perché l'impianto é lo stesso, cioé un inceneritore per rifiuti speciali tossico nocivi, che di verde non ha proprio niente. L'Eni sta facendo molti soldi bruciando a Porto Torres, in maniera illegale, i residui altamente tossici della lavorazione dell'etilene. Ha fatto finta di far uscire il Fok dalla porta per poi farlo rientrare dalla finestra. Ma la schizofrenia della nostra classe politica non si ferma qui, perché qualche mese dopo, il chiosco dello Stagno e Ginepreto di Platamona non ha ricevuto parere favorevole dalla Regione a somministrare bevande e a preparare cibi, in quanto non compatibile con l'area Sic. Invece centrale a biomasse e a fok, nonostante le proponenti abbiano dichiarato che le emissioni avrebbero interferito nella sopracitata area, ricevono tutte e due parere favorevole! I nostri amministratori, coloro su cui grava l'obbligo di provvedere con urgenza a sanare il territorio e, come imposto dal decreto istitutivo dei Sin, a interrompere la produzione di inquinamento dando corso alle bonifiche, non dovrebbero dormire sonni tranquilli, sapendo che a Porto Torres si sta bruciando fok. Restano loro i responsabili e i complici di tutto questo perché, non dimentichiamolo, stanno tutti insieme contravvenendo la legge italiana ed europea che prevede di applicare tutti i principi di precauzione per il miglioramento della qualità dell'aria nei Sin. Purtroppo gli unici a non capire che l'essenziale sono le bonifiche, che senza quelle neanche una passeggiata sarà possibile a Porto Torres, sono proprio loro. *Comitato No ChimicaVerde/No Inceneritore