“Contus antigus”, l’immaginario sardo in un’illustrazione

di Daniela Paba wCAGLIARI Tra "contus antigus" della Sardegna s'incontrano "Luxia Arrabiosa", "S'Ammutadori", "Sa Mama 'e Funtana", "Su Carru 'e Nannai", "Su Mannau" e altre creature magiche dell'immaginario popolare. Sulle tracce loro si sono messi undici illustratori sardi, coordinati da Aurora Cacciapuoti. Da oggi la mostra "Contus Antigus" col suo corredo di illustrazioni e schede in italiano, sardo e inglese, si trasferisce dall'ExMa' alla libreria Tuttestorie di via Orlando dove resterà fino al 9 maggio. Il progetto, nato nell'ambito del Festival di letteratura per Ragazzi, ha dato forma e determinazioni a demoni, folletti, streghe che, ancora oggi, abitano grotte, pozzi, fiumi e paesi. Il motivo è detto con le parole di Monica Monachesi, art director e curatrice delle "Immagini della Fantasia", mostra internazionale di illustrazione per l'Infanzia, che firma l'introduzione al catalogo: «Perché a questo servono le fiabe, a trasportarci in quei luoghi e in quelle tradizioni e a capirne i motivi più profondi. E questi contus, quasi senza che ce ne accorgiamo, ci fanno vedere la Sardegna come se fossimo là, in una casa, a sistemare una scopa di saggina (Sa Súrbile), o a usare un telaio di ginepro, a curare il lievito madre per poi accendere un bel forno a legna". Come in una regressione all'infanzia, è stato chiesto agli autori - Maria Chiara Aresti, Giorgia Atzani, Aurora Cacciapuoti, Silvia Ciccu, la Fille Bertha, Ignazio Fulghesu, Agnese Leone, Marjani Aresti, Evelise Obinu, Mario Onnis, Giulia Sollai - di interrogare i propri ricordi per incontrare le figure della loro fantasia di bambini. Ne è nata una galleria di emozioni ritrovate, narrate con penne e matite, colla e colori. Lì si trova Don Gioannicu inforrau, un uomo talmente povero che aveva soltanto un forno: si può vedere nel collage di carta e trasferelli mentre insegue la volpe che gli mangia le focacce. Luxia Arrabiosa, 'susunca, presumia' ma coloratissima, ha le asimmetrie classiche dei ritratti di Giorgia Atzeni. S'Ammutadori è il folletto dispettoso che disturba il sonno, il demone degli incubi notturni. Se tra sonno e veglia ci si accorge di entrare nelle paralisi notturne basta recitare a occhi chiusi il brebus "A chini m'ammutat, m'at ammutai: genugus de figu, manus de ortigu, origas de stupa".