Il ruolo delle cooperative nel rilancio economico della Gallura

La città di Olbia, porta naturale della Sardegna, è stata la locomotiva della Regione. Molti ci definivano l'Eldorado Sardo. Per lungo tempo, grazie all'attrattiva della Costa Smeralda e al suo indotto, ma, soprattutto grazie all'intensità del suo tessuto imprenditoriale, caratterizzato dal distretto del sughero, del granito, dell'edilizia e di un vivacissimo settore terziario questo è stato vero. Oggi abbiamo conferma, con un tasso di disoccupazione al 16%, 46% fra i giovani, che non è più così. Le ragioni sono sicuramente legate all'onda lunga della crisi mondiale del 2008. La realtà che rappresento, il movimento cooperativo gallurese, con le sue 200 cooperative, i suoi 5000 soci di cui 3000 lavoratori, da sempre cerca di portare il proprio contributo: in termini di creazione e mantenimento di posti di lavoro. E' un tessuto imprenditoriale fatto da tante piccole e medie realtà, radicate nel territorio che operano nei principali settori economici: primario (agricoltura, allevamento e pesca, specialmente mitilicoltura), trasporti, terziario con una significativa presenza nel delicato settore dei servizi alla persona dove contrastiamo gli effetti della crisi nonostante i tardivi pagamenti della Pubblica Amministrazione, gare al massimo ribasso, stretta creditizia e concorrenza sleale della cooperazione spuria. A tutto questo si sono aggiunte le conseguenze della alluvione del 2013 che, con le centinaia di milioni di danni fra infrastrutture, danni alle aziende ed ai privati, ha messo in ginocchio Olbia e il suo territorio. E' una lotta quotidiana che affrontiamo con rinnovato vigore cercando di dare, da unaparte i migliori servizi ad una utenza costituita da minori, anziani, disabili e soggetti deboli e, dall'altra, creando e mantenendo un sistema fatto di persone con profili professionali idonei e qualificati. Speriamo di cogliere i frutti degli sviluppi positivi che potrebbero scaturire da importanti investimenti: l'Olbia Mater (ex San Raffaele) nel settore sanitario, quelli del Fondo del Qatar in costa, il potenziamento delle principali strade di collegamento l' Olbia-Sassari, la Tempio-Olbia, l'Olbia-Santa Teresa. Tutte opportunità che richiedono forte unità di intenti da parte di tutti i portatori di interesse (popolazione, imprese, sindacati, associazioni di categoria). A questo quadro, a tratti sconfortante, si sono aggiunti nuovi ostacoli per chi cerca, di intraprendere, di creare e mantenere il lavoro: leggi lontane dalla realta. Nel 2014 abbiamo dovuto fare i conti con gli effetti, devastanti, del Dl. n.66 che conferiva alle stazioni appaltanti la possibilità di ridurre di un ulteriore 5% i prezzi dei contratti di appalto. La cooperazione, quella sociale in particolare, si è resa disponibile a fare la propria parte nel rispetto della compatibilità dei costi effettivi delle prestazioni richieste, dello sforzo organizzativo e professionale che le imprese sociali esprimono nelle comunità locali nei confronti dei soggetti piu' deboli. Il nuovo anno parte già ad handicap: a partire dall'1 gennaio scorso, infatti, le pubbliche amministrazioni, in relazione agli acquisiti di beni e servizi effettuati nel territorio dello Stato, devono pagare ai fornitori solo il corrispettivo, versando invece direttamente all'erario l'Iva, regolarmente addebitata in fattura. Questa modalità irrituale penalizzerà ulteriormente le imprese in quanto verrà ridotta, ancora una volta, la disponibilità di liquidità con tutto quello che ne consegue. Noi cooperatori, imprenditori di noi stessi, siamo ancora pronti alle sfide, consci che, capaci, come sistema, di generare l'8,3% del Pil, non dobbiamo e non possiamo arretrare. E' una sfida che dobbiamo vincere per noi ma, soprattutto, per le nuove generazioni, per il futuro dei nostri figli. *Associazione Generale Cooperative, Federazione Gallura