Olbia sciupona, Arzachena in paradiso

OLBIA I gironi ruotano in fretta. Il paradiso diventa l'inferno. E l'inferno diventa il paradiso. Il derby maciulla ogni certezza e regala uno spettacolo che manda in delirio solo una parte. Il motivo è semplice: l'Olbia ha spento i motori troppo presto e così ha spianato la strada alla remuntada dell'Arzachena. La partita è finita 3 a 3, ma a piangere, come è ormai abituata quando si tratta di derby, è soltanto l'Olbia di Oberdan Biagioni. Perché l'Arzachena di Mauro Giorico, il grande ex che chiuse il capitolo bianco esattamente un anno fa, esce dal campo per tuffarsi nel mare di una festa che sembrava impossibile. Insomma, il nuovo derby di Gallura è stato un concentrato di follia allo stato puro. I padroni di casa, scesi in campo con un volto cambiato dal mercato, hanno spadroneggiato per tutto il primo tempo, segnando tre gol e dimostrando di essere una squadra solida, aggressiva e quadrata al punto giusto. Nella ripresa, però, si sono seduti. E così l'Arzachena, dopo due cambi azzeccati, ha approfittato della capacità dei bianchi di rovinarsi la festa da soli e ha assestato tre colpi su palla inattiva che l'hanno spedita dritta in paradiso, al quinto posto in classifica e al primo tra le sarde. L'Olbia è carica come una molla fin da subito all'11' arriva il gol: a segnarlo è addirittura Marco Moro, il secondo grande ex dopo Giorico, di proprietà dell'Arzachena fino a pochi giorni fa. L'attaccante spedisce la palla in porta di rapina su un perfetto assist di De Cicco. Gli smeraldini accusano il colpo e nemmeno provano la reazione. Così prima Moro prende un palo e dopo Davide Budroni, 19 anni, al 24' segna da ottima posizione grazie a un pallone servito da Molino in velocità. È il 2 a 0. E c'è ancora tempo per la terza rete, che arriva al 33' e che porta ancora la firma di Davide Budroni: il giovane attaccante, dopo uno scambio perfetto con De Cicco e Moro, la spedisce in porta con freddezza e precisione. L'Olbia è devastante, forse la migliore della stagione, grazie anche agli innesti di Moro in attacco e Falasca e Franzese a centrocampo. Un capolavoro destinato a frantumarsi pochi minuti più tardi. Nella ripresa l'Arzachena appare effettivamente più aggressiva. Così al 2' Antonio Dedola spedisce la palla in rete sugli sviluppi di un corner. L'Olbia non scompare e sfiora anche il 4 a 1, ma l'Arzachena ora sembra più determinata. Quindi al 21' Biagioni preferisce coprirsi e togliere Moro e Steri per Ortega e Malesa, ma non funziona. Tanto che al 23' Dedola, ancora su angolo, trova la palla in area e trafigge nuovamente la porta olbiese. L'Olbia è a un passo da un incubo già vissuto. Poi al 32' Sannino salva tutto con una paratona su Branicki. Al 33', invece, gol annullato a Ortega per fallo in attacco. Così l'Arzachena, tra l'altro rimasta in 10 per l'espulsione di Masala, al 37' riesce ad agguantare il pareggio con una punizione perfetta firmata da Joseph Manzini. Ora l'Olbia entra dentro l'incubo con tutte le scarpe. Nei minuti finali improvvisa anche una disperata reazione, però ostacolata da un paio di ottime parate di Raso. A tirare per primo dalla distanza è De Cicco, poi a sfiorare il poker è Doddo di testa. Alla fine tocca a Daniele Molino: punizione precisa ma Raso salva tutto. Il derby finisce così. L'Arzachena corre a festeggiare, l'Olbia invece esce tra i fischi di una curva che per la prima volta non è stata salutata dalla squadra. Per i bianchi sarà un Natale tutto da riflettere. Dario Budroni