I visi neri dei bianchi, nessuno parla

OLBIA Due porte chiuse. Guai a chi entra. Dietro la prima c'è la squadra, rintanata per oltre mezz'ora. E dietro la seconda c'è tutta la dirigenza, nera in viso come si può solo intravedere dalle porte a vetri. Alla fine la decisione: nessuno parla, silenzio stampa per tutti. L'Olbia si prepara a vivere il secondo Natale di fila col sorriso spento dalla delusione. Perché quella di ieri è stata un'Olbia autolesionista. Folle. A due facce. Il primo tempo, per esempio, lo ha giocato come non aveva mai fatto. Talmente perfetta da meritarsi una pioggia di applausi all'intervallo. Tutto funzionava a meraviglia. Moro (appena arrivato), Molino e Budroni in attacco hanno fatto ciò che desideravano. A centrocampo ottimo Steri, ben supportato dai nuovi Falasca e Franzese. Bene anche in difesa con Varrucciu e Peana centrali e Doddo e De Cicco sulle fasce. Poi nella ripresa l'Olbia ha improvvisato una metamorfosi imperdonabile. Si è sgonfiata come se nulla fosse. Oberdan Biagioni ha pensato di migliorare la situazione rinforzando la difesa (via Moro e Steri per Malesa e Ortega), ma la scelta non ha prodotto nulla di buono visto che i gol del 2-3 e del 3-3 sono arrivati dopo i cambi. Poi certo, è stata annullata una rete a Ortega. Ma sicuramente per i bianchi non è questo il momento delle recriminazioni. Quindi l'Olbia, dopo i brutti ricordi dei derby contro Budoni e Nuorese, ieri ha collezionato un'altra figuraccia. Il classico pareggio che vale quanto una sconfitta. Adesso i bianchi, quando manca una sola gara alla fine del girone d'andata, sono noni a quota 22 punti insieme a Nuorese e Budoni. Il quinto posto, occupato proprio dall'Arzachena, dista 4 punti. Le vittorie sono 6, i pareggi 4 e le sconfitte 6. 30 i gol fatti, 31 quelli subìti (terza peggior difesa del campionato). Indubbiamente si tratta di un percorso al di sotto delle aspettative di inizio stagione. Un percorso che neanche il cambio di panchina, avvenuto ormai quasi due mesi fa, ha saputo mutare in meglio. Ora dunque, per l'ennesima volta, l'Olbia dovrà ricomporre i suoi cocci. E magari ripartire dal primo tempo giocato ieri. (d.b.)