Di Maio apre sul Quirinale, poi la frenata

È uno stop and go quello che il M5S sta mettendo in campo sulle riforme. La giornata si apre con una vera apertura al metodo «Consulta-Csm» da parte di diversi dirigenti grillini e in primis di Luigi Di Maio. Ma si chiude con una parziale retromarcia del vicepresidente della Camera. In un'intervista Di Maio rivendica il successo dell'operazione Consulta- Csm. Quel percorso che può valere anche per la scelta del successore di Napolitano al Quirinale. Se il Pd usa il buon senso per argomenti che interessano la collettività noi ci saremo, dice. «II mio invito è: il nuovo capo dello Stato eleggiamolo con lo stesso metodo, facciamolo scegliere ai cittadini. Il vero messaggio è la vittoria della democrazia diretta. L'auspicio -insiste- è di spostare l'asse verso i cittadini, coinvolgerli il più possibile. Che scelgano direttamente loro i nominativi: si possono utilizzare piattaforme più sofisticate e non legate al Movimento». Poi al Tg1 precisa: tutti i giornali parlavano di patto con il Pd, ma noi abbiamo fatto un patto di democrazia diretta con i cittadini. Non si mangia con la manfrina delle riforme e su Renzi non abbiamo cambiato idea, non ci fidiamo di questa persona. Quando c'è una decisione da prendere chiediamo ai cittadini, se ci danno il sì votiamo».