Cariche e feriti al corteo dei centri sociali

NAPOLI Una ventina tra feriti e contusi, tra i quali anche un operatore Rai, è il bilancio di una mattinata di guerriglia urbana davanti a Città della Scienza nel quartiere di Bagnoli, a Napoli, al termine del corteo organizzato dai comitati cittadini contro lo Sblocca Italia. La manifestazione era stata organizzata in occasione della visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, precedentemente prevista per oggi e poi rinviata. «Vittime» della giornata di violenza anche gli scolari rimasti bloccati dentro Città della Scienza prima che fosse possibile uscire dalla struttura. Opposte le versioni dei fatti. Secondo la questura - che conta tra i feriti 13 agenti, due carabinieri e due dirigenti della Ps oltre a tre automezzi danneggiati - i manifestanti hanno tentato di forzare un cordone posto a tutela di Città della Scienza colpendo gli agenti con aste e bastoni di legno, poi con bombe carta, sampietrini, bottiglie e altri oggetti contundenti. La polizia ha sparato lacrimogeni ma dai manifestanti «travisati con caschi e sciarpe» sono stati lanciati ancora mattoni, pali di ferro e reti. Tra i manifestanti anche persone con felpe nere e volti coperti dai caschi. Il corteo si è a questo punto spezzato in due: una parte si è diretta verso la spiaggia, l'altra, nel lato opposto, fino al circolo Ilva di Bagnoli. Ed è lì che gli scontri sono continuati, con nuovi lanci di pietre, tegole e improvvisati frisbee, ricavati proprio dai segnali stradali. Secondo la versione fornita dai manifestanti «prima era stata concordata la possibilità di svolgere un'assemblea all'interno di Città della Scienza nell'attesa del sindaco De Magistris e della giunta comunale, poi veniva negato l'accesso. Ciò ha determinato tensione e abbiamo subìto una carica». Gli scontri sono arrivati al termine di un corteo che si era snodato per il quartiere con la partecipazione dei comitati promotori. A sfilare anche la giunta comunale di Napoli, rappresentata dal vicesindaco Tommaso Sodano, con alcuni assessori, e il M5S, con Roberto Fico che ha annunciato ricorso al Tar contro Sblocca Italia convertito in legge. Proprio il presidente della commissione di vigilanza Rai ha condannato le violenze ma ha accusato il governo di chiudere gli spazi di democrazia e di acuire così le tensioni sociali.